Il Tirreno

Pontedera

Ora l’isolotto dell’Arno mette davvero paura

di Giacomo Pelfer
L'isolotto sul fiume Arno a San Donato di San Miniato
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L'isolotto sul fiume Arno a San Donato di San Miniato

Sa Miniato: ricoperto di vegetazione, occupa quasi l’intera larghezza del fiume a San Donato. Il timore è che possa fare da tappo al deflusso delle acque in caso di piena 

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SAN DONATO. Tutti lo chiamano isolotto, ma ormai ha assunto dimensioni che somigliano a quelle di una vera isola. Un’isola interamente ricoperta di una vegetazione folta e rigogliosa che si innalza per alcuni metri di altezza, fino ad occupare quasi l’intera larghezza del fiume. Eppure è solo il problema più evidente di una situazione che non fa dormire sonni tranquilli agli abitanti di San Donato e Santa Croce, in un tratto d’Arno tra i più delicati che da tempo attende maggiore attenzione e una buona dose di manutenzione in più. Altrettanti isolotti, infatti, si sono formati anche sotto i piloni del ponte che unisce Santa Croce al territorio di San Miniato, costringendo l’Arno a passare in una sorta di imbuto che provoca mulinelli e strane correnti. E gli effetti, secondo gli abitanti, sarebbero già visibili con il cedimento avvenuto lo scorso anno lungo l’argine sinistro (sponda San Miniato), che ancora attende di essere sistemato. 
Di tutto questo si parlerà domani sera in un’attesissima Consulta fissata a San Donato, ore 21,30, nella scuola elementare di via del Pratuccio. Al centro dell’attenzione le condizioni dell’Arno e i relativi problemi di sicurezza, che vedranno come ospiti tutti gli enti coinvolti. Presenti all’assemblea, infatti, il presidente del Consorzio di Bonifica del Basso Valdarno Marco Monaco, l’ingegner Andrea Carli della Provincia, il collega Federico Cioni del Genio Civile e l’assessore Manola Guazzini per il Comune di San Miniato.
 
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Ai primi punti del dibattito, la situazione relativa alle sponde e al cosiddetto isolotto, per capire possibilità, tempi e modi dei lavori, anche se a detta dei tecnici la rimozione dell’isolotto non sarebbe in realtà la vera priorità, ma occorrerebbe piuttosto consolidare l’argine sinistro per evitare che continui ad essere eroso dalle correnti. 
«L’isolotto era già stato rimosso anni fa – ricorda l’assessore Guazzini – e si è riformato nello stesso punto. Per questo abbiamo ricevuto un finanziamento di 60mila euro per la progettazione di un’opera di consolidamento delle sponde». 
Una sistemazione che a detta degli abitanti dovrà interessare tutto l’argine sinistro da Ventignano fino a San Romano, oggi coperto da una vegetazione che da anni cresce indisturbata. Tra le richieste della Consulta, inoltre, c’è anche quella di una regolamentazione per chi ha in concessione gli orti all’interno dell’alveo del fiume. Questioni che investono tutte il tema della sicurezza, e che si legheranno anche al nodo del magazzino Penny Market, la cui localizzazione è stata definita “del tutto inopportuna” dal Genio Civile proprio in relazione ai potenziali rischi idraulici. 

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