Arrestato per danneggiamento l'uomo che è entrato con l'auto in municipio
Pontedera: Giuseppe Pizzo ha detto di aver compiuto il gesto perché i servizi sociali non hanno fatto abbastanza per lui e la ex compagna che ha perso il lavoro. "Mia figlia - ha gridato - è costretta ad abitare in una casa di venti metri". L'uomo è stato processato per direttissima e ha patteggiato una pena di sei mesi
PONTEDERA. Si chiama Giuseppe Pizzo, 45 anni, domiciliato a Santa Lucia (Pontedera), il facchino che è stato arrestato dai carabinieri per aver sfondato con la sua auto il portone del palazzo comunale. L'autore di una protesta senza precedenti in città - il fatto è accaduto intorno alle 23 del 28 settembre - ha lanciato la vettura contro il portone di legno di Palazzo Stefanelli che poi nel corso della notte è stato riparato.
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Secondo quello che ha spiegato, l'uomo voleva compiere un atto dimostrativo nei confronti dell'amministrazione comunale. Secondo lui i servizi sociali, che già si sono interessati del suo caso, non hanno fatto abbastanza per aiutarlo a risolvere problemi familiari. Pizzo è stato anche multato perché la sua auto non poteva circolare in quanto era sottoposta a fermo amministrativo. Inoltre guidava con patente scaduta. L'arresto è scattato per il reato di danneggiamento aggravato. L'uomo ha parzialmente danneggiato sia il portone di legno esterno che una porta a vetri nell'atrio di Palazzo Stefanelli. Pizzo reclama maggiore assistenza per la sua ex compagna che è stata licenziata da poco e ha perso uno stipendio di circa 400 euro al mese. "Mia figlia è costretta a stare in una casa di 20 metri quadrati", ha gridato.
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Il sindaco Simone Millozzi usa la mano pesante nel valutare la situazione. "Non è un problema di mancata assistenza, questo è un soggetto pericoloso, che deve essere punito in maniera adeguata. Ha già compiuto altri fatti simili. Credo che fomentare l'odio porti a questo. Lui era stato anche tra i promotori di una manifestazione di protesta contro gli stranieri alla stazione. Ogni volta che ha protestato ha avuto il sostegno di alcune forze politiche e queste sono le conseguenze. E poi quando è entrato in Comune con l'auto era anche ubriaco e lo era dal pomeriggio". Prima dell'atto dimostrativo l'uomo avrebbe minacciato anche alcuni giovani del Pd che stavano partecipando ad una riunione annunciando che avrebbe compiuto un atto dimostrativo. "Credo che sarà querelato anche per le minacce".
Pizzo è stato processato per direttissima in tribunale a Pisa nella mattinata di martedì 29 settembre. Dopo la convalida dell’arresto, l'uomo ha chiesto e ottenuto di essere ammesso al patteggiamento: pena di 6 mesi; in attesa che venga disposta una misura alternativa alla pena, l’uomo ha l'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria due volte alla settimana.
Il sindaco, Simone Millozzi, informato della conclusione della vicenda giudiziaria sta verificando con gli uffici comunali se c’è la possibilità che all’uomo, il quale formalmente non è più iscritto tra i residenti del Comune, venga notificato un foglio di via obbligatorio da Pontedera.
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