Il Tirreno

Pontedera

L’export cresce del 6,5% bene meccanica e scooter

L’export cresce del 6,5% bene meccanica e scooter

Soffrono il cuoio e le calzature a causa della battuta d’arresto subìta dal lusso In Russia i prodotti pisani perdono molto terreno: -29% a causa delle sanzioni

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PONTEDERA. Nel periodo aprile-giugno 2015, a fronte di un'Italia che, grazie al settore auto, avanza di un +6,7% e di una Toscana che cresce di appena l'1,8%, la provincia di Pisa mette a segno un discreto passo in avanti. Dopo un 2014 che si era chiuso in negativo (-1,8%) ed un apertura d'anno stentata (-0,9% nel primo trimestre) l'export pisani registra nel periodo aprile-giugno 2015 un +6,5% rispetto all'analogo periodo del 2014. Questa variazione permette di toccare i 795milioni di euro di controvalore esportato: il livello più elevato degli ultimi quattro anni. Anche le importazioni, nel secondo trimestre, segnano un'accelerazione. Ma mentre a livello nazionale (+7,2%) e regionale (+5,3%) vi sono segnali di ri-avvio dell'attività produttiva, il +8,2% realizzato da Pisa deriva dall'acquisto di oltre 58 milioni di euro di materiale rotabile dalla Polonia, a sua volta riconducibile al rinnovo del parco dei mezzi operato dalla Regione Toscana. Questi, in estrema sintesi, i risultati dell'analisi condotta dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa su dati Istat relativi al secondo trimestre 2015.

Esportazioni. La crescita pisana è raggiunta grazie alla meccanica (cresciuta di un terzo rispetto al medesimo periodo del 2014), ai cicli-motocicli (+8,1%) così come alla farmaceutica (più che raddoppiate le vendite all'estero), mentre cuoio (-4,4%) e calzature (-6,1%), che rappresentano un terzo delle esportazioni pisane, continuano a soffrire. Confermano la crescita anche le bevande (+1,6% grazie ad Usa Cina e Giappone) e il mobile, grazie a Cina, Azerbaigian, Emirati Arabi e Arabia Saudita, torna crescere (+6,6%). Sul versante territoriale, tutti i continenti registrano una crescita anche se sono l'Europa (che vale più del 60% dell’export pisano) e l'Asia (che pesa per un altro 20%) dell'export pisano, a fornire la spinta più consistente: +6,6% e +5,7% rispettivamente. In termini di contributo, grazie alla meccanica e ai cicli e motocicli, sono Germania e Regno Unito a registrate i risultati migliori: +8,1% e +27,5% rispettivamente. Bene anche le vendite dirette ad Hong-Kong (+11,3% grazie a cuoio articoli di abbigliamento) ed in Cina (+11,4%, grazie ai prodotti meccanici ed i pellami grezzi). Tra i paesi dove le esportazioni pisane perdono terreno troviamo - a causa delle sanzioni - la Russia: -29%.

Importazioni. Escludendo il dato del settore ferroviario preoccupa rilevare l'ulteriore contrazione, a due cifre, dell'import di materiale grezzo e finito dell'industria conciaria: -12,9% e -20,2% rispettivamente. Un dato che, come abbiamo visto nella sezione dedicata all'export, trova conferma nella diminuzione delle vendite all'estero. Leggermente positive, ma non in grado di ribaltare il giudizio complessivo sulla fiacchezza dell'attività produttiva pisana, le indicazioni provenienti dagli acquisti di materie prime. Tra queste si segnalano i prodotti chimici di base (+17,7%, qui si trovano i prodotti chimici per il conciario), gli articoli in gomma, quelli in plastica, i metalli e le parti ed accessori per gli autoveicoli. Crescono, ed è forse l'unico segnale positivo, gli acquisti di macchine di impiego generale (+14,7%).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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