Piaggio conferma quaranta milioni di investimenti
Ma ai sindacati non basta: «Senza il lancio di nuovi modelli l’azienda della Vespa non potrà garantirsi un futuro solido»
PONTEDERA. «Servono più investimenti per i nuovi prodotti, altrimenti il futuro dell’azienda e dei lavoratori sarà davvero duro». Il coro è quello dei sindacati che chiedono a Piaggio di lanciare nuovi modelli in modo da aggredire il mercato degli scooter in maniera più decisa. Una richiesta che giunge al termine della riunione di ieri tra i rappresentanti dei lavoratori e i dirigenti dell’azienda, la prima dopo il rientro dallo stop produttivo osservato ad agosto.
«Investimenti insufficienti». Durante l’incontro Piaggio ha ribadito la volontà di investire sullo stabilimento di Pontedera circa 40 milioni di euro nel 2015. Di questi, la metà in nuovi prodotti e il resto diviso tra il nuovo impianto di verniciatura, l’informatizzazione e i corsi di formazione per impiegati. Un impegno risalente all’accordo dello scorso novembre. Ma che, dicono i sindacati, non basta a cambiare la rotta all’azienda. «I concorrenti producono modelli nuovi - afferma Marcello Franchi, segretario provinciale di Fiom Cgil - mentre Piaggio sta a guardare da un po’. E questo, secondo noi, è un problema per il futuro. Anche perché, qualora si dovesse partire con un nuovo prodotto, passerebbero almeno tre anni prima di essere a regime a livello commerciale». Una tesi sposata anche dagli altri sindacalisti, ma a cui Piaggio ha risposto dicendo che «nel 2015 non ci saranno nuovi modelli», come ha riferito Claudio Garzotto, segretario provinciale della Fim Cisl.
Ore lavorate e vendite. L’argomento è curioso. Piaggio ha confermato di aver venduto di più in questi primi otto mesi dell’anno, aggiungendo che le ore lavorate nel 2014 e nel 2015 sono state pressoché le stesse. I sindacati, però, contestano. «L’azienda ha semplicemente smaltito i prodotti finiti, fermi in magazzino - riprende Garzotto - che sono calati del 40% rispetto all’anno scorso. Se poi consideriamo anche l’aumento del 20% di ricorso ai contratti di solidarietà, sebbene Piaggio faccia notare che nel 2014 siano state godute più ferie arretrate, abbiamo che gli operai dello stabilimento di Pontedera non hanno lavorato di più».
Rinvio sugli ammortizzatori. Già, il contratto di solidarietà, il cui termine scade il prossimo novembre e che, al momento, riguarda tutta la fabbrica, impiegati compresi. Su questo argomento l’azienda ha preferito rimandare la discussione a ottobre, aspettando le decisioni del Governo in materia di ammortizzatori sociali. In quel momento sindacati e Piaggio si confronteranno anche sul futuro. «Noi aspettiamo proprio quell’appuntamento per capire le reali intenzioni della dirigenza rispetto ai prossimi mesi», aggiunge Garzotto.
Produzione interna. Nell’ambito dello stesso confronto si parlerà anche di volumi produttivi che Piaggio realizza all’estero, in particolare motori. L’annoso dibattito che l’azienda ha provato a stemperare dicendo che i prodotti realizzati in Asia sono scesi del 14% tra il 2014 e il 2015. «Sì, ma non basta - afferma Benedetto Benedetti, segretario della Uilm Uil - perché è evidente che, se non si cambia passo rispetto alle strategie attuali e non si lanciano nuovi modelli, c’è il rischio del tracollo».
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