I cugini francesi di Valbonne ospiti d’onore di Martinfiera
MARTI. Cosetta Nardi guardava il cielo e i suoi occhi erano umidi di gioia. «Ho i brividi. La Pattuglia acrobatica francese qui, sopra le nostre teste, coi suoi fumi tricolore. Gli stessi che il 14...
MARTI. Cosetta Nardi guardava il cielo e i suoi occhi erano umidi di gioia. «Ho i brividi. La Pattuglia acrobatica francese qui, sopra le nostre teste, coi suoi fumi tricolore. Gli stessi che il 14 luglio disegnano il cielo di Parigi. E ora sono con noi, nel cielo di Valbonne, mentre il paese che tanti anni fa accolse i nostri parenti festeggia il gemellaggio con Marti. La mia Marti. Ho quasi 92 anni, arrivai che avevo otto mesi. Vorrei avere qui con me genitori e fratelli, far vedere loro tutto questo. A loro dedico questa mia emozione. Al loro coraggio di migranti, al loro caparbio e volenteroso spirito d’italiani in fuga prima dalla povertà, poi dal fascismo».
Era domenica 16 agosto, per Valbonne-Sophia Antipolis, comune francese della regione Provenza-Alpi- Costa Azzurra, a una manciata di chilometri da Cannes e Nizza, era un giorno speciale. Giorno di allegria e ricorrenze: Valbonne era spumeggiante grazie alla tre giorni della “Fête de la Saint Roch”. Il momento giusto per ricordare un’altra data, il 1895: 120 anni da quando un giovane martigiano, Amerigo Balducci, dopo un viaggio a piedi durato tre settimane, decise di fermarsi a Valbonne, dove trovò ospitalità e lavoro. Di lì a breve, molti altri concittadini, spinti dalla stessa voglia di riscatto, avrebbero compiuto un simile tragitto, dando vita, negli anni, a una vivace, intraprendente comunità italo-francese - tra loro, Cosetta, che oggi è l’ultima “valbonnaise” nata a Marti - e che a Marti si trova, assieme alla delegazione francese di Valbonne, in questi giorni, visto che il gemellaggio italo-francese è ospite d’onore di “Martinfiera 2015”.
I Nardi, i Bottai, i Gorini, i Balducci, i Doni. Famiglie orgogliose delle loro radici: il 16 agosto, alla cerimonia con cui si è festeggiata l’amicizia tra le associazioni “Martinfiera” e “Racines Martigianes Valbonnaises”, organizzatrici degli eventi del gemellaggio che unisce il Comune di Valbonne e quello di Montopoli, era presente Adolfina Balducci, cento anni, figlia di Amerigo. A Valbonne, ad agosto, a dare il crisma dell’ufficialità al legame tra le due delegazioni, c’era il sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi (accompagnato dall’assessore Samuele Fiorentini), che, in francese, ha ripercorso per i tanti presenti le dinamiche lungo cui si è snodata l’immigrazione dei martigiani in terra di Francia; a fare gli onori di casa, il primo cittadino di Valbonne Sophie Antipolis Marc Daunis, senatore della repubblica.
Andrea Lanini
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