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Nel Pd prime schermaglie a pochi mesi dal voto

Nel Pd prime schermaglie a pochi mesi dal voto

Pochi iscritti e un segretario ex civatiano chiamato a gestire le aspirazioni del sindaco mentre si allarga il fronte di renziani e lettiani che puntano a ottenere le primarie

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CASCINA. Primarie o non primarie per la scelta del candidato a sindaco, il dato che emerge con una certa chiarezza è che a Cascina il partito Democratico è sempre più in cerca di se stesso. A meno di un anno dalle elezioni amministrative, il Pd locale vive dinamiche simili al partito nazionale, segnate da un'emorragia di iscritti (quelli cascinesi sono circa 200, abbastanza pochi per un comune di 45mila anime) e dalla competizione tra le varie anime di un partito che il sindaco Alessio Antonelli credeva di avere in qualche modo “disegnato” a sua misura. Il documento, presentato pochi giorni fa all’interno del partito da renziani e lettiani, la dice lunga su quanto la situazione sia di difficile gestione e il voto di giugno - sempre che l’opposizione sia in grado di cogliere l’opportunità - servirà a dare un voto all'amministrazione comunale e a misurare la forza del Pd a Cascina.

Antonelli dovrà fare i conti non solo con la richiesta di primarie e con l’invito a riflettere sulle cose fatte, su quelle promesse e su quelle rimaste nel cassetto, ma anche con il fatto che il segretario scelto in fase congressuale, Edoardo Baglini, è espressione della corrente degli ex-civatiani. In realtà non furono molti i candidati in gara, ma la sua elezione fu comunque vista come un segnale di pacificazione: il dare fiducia a una minoranza che potesse garantire tutte le componenti. Il giovane segretario si è impegnato, ma il guscio del partito - complici anche i tanti malumori verso l’attuale amministrazione? - sembra essersi velocemente svuotato, con una perdita di iscritti sempre più marcata. Con un numero di tesserati molto ristretto, gli equilibri possono cambiare molto velocemente, arrivando a saltare del tutto. In un panorama del genere una figura di garanzia rischia di finire schiacciata dai vari gruppi. In questa fase poi il segretario non deve più gestire l'ordinario, ma è chiamato a condurre il percorso di scelta del candidato a sindaco, di confronto per la stesura del programma, per la costruzione della coalizione e l'individuazione della lista di candidati a consigliere. Un bel problema in casa Pd esploso proprio mentre sindaco&C erano convinti di avere la strada spianata verso la seconda legislatura.

Già renziani e lettiani, che finora hanno giocato a nascondino, venivano liquidati con commenti di sufficienza. Tutti tesi a dire che il sindaco uscente, gradito a Enrico Rossi e Ivan Ferrucci, al massimo sarebbe sceso a patti sul numero degli assessori da concedere, con una roba da vecchio manuale Cencelli, ai renziani. Il nuovo documento, che punta alle primarie, rende più difficile l’informazione manipolata. Caro sindaco, gli dicono renziani e lettiani, ti sei candidato a fare il bis. «Diciamo subito che avremmo preferito un’altra partenza». E ancora: «Dobbiamo fare presente, al momento, la nostra non condivisione per il modo e per i contenuti con cui la candidatura è stata presentata».

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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