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Terricciola, cimiteri pieni e defunti sepolti altrove

Tommaso Silvi
Terricciola, cimiteri pieni e defunti sepolti altrove

La rabbia di un cittadino di Selvatelle che ha perso la moglie nei giorni scorsi: «Non c’erano loculi disponibili e sono stato costretto a seppellirla a Capannoli»

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TERRICCIOLA. Voleva un loculo per collocarvi la salma della moglie scomparsa giovedì 10 settembre. Annibale Bellagamba, residente a Selvatelle, si è recato negli uffici del Comune di Terricciola per procedere con la richiesta, ma dall’altre parte della scrivania gli impiegati gli hanno risposto che non c’erano più posti liberi. Un'amara sorpresa a seguito di un episodio tragico, che ha lasciato l'uomo senza parole. Mila Anichini, 60 anni, oggi riposa nel cimitero di Capannoli, il paese dei suoceri.

«Sono andato in Comune per svolgere le pratiche burocratiche e seppellire mia moglie all’interno del cimitero della frazione di Casanova o, in alternativa, in quello di Terricciola. Mi è stato detto che i loculi in questi due impianti sono tutti occupati. E che quindi avrei dovuto scegliere un’altra destinazione». A Selvatelle tutti conoscevano la donna, nata e cresciuta nel paese dell’alta Valdera. «I dipendenti comunali mi hanno proposto una sistemazione al cimitero di Morrona, ma ho rifiutato. Mia moglie ha sempre frequentato Selvatelle, lì aveva le sue amicizie. Volevo che riposasse per sempre il più vicino possibile a quello che è stato il centro della sua vita», spiega ancora Annibale, comprensibilmente scosso dalla carrellata di eventi spiacevoli cui è stato costretto a far fronte nel giro di pochi giorni. «Ci siamo rimasti male, molto male. Non ci aspettavamo di dover portare Mila fino a Capannoli. Sarebbe il caso che chi di dovere provveda alla costruzione di nuovi loculi, o quantomeno a liberare altri posti». Il dispiacere si mischia con la rabbia. Annibale non aveva neppure preso in considerazione l’idea di dover rinunciare alla tumulazione della moglie in uno dei due cimiteri, Casanova o Terricciola, più vicini alla frazione di Selvatelle. La realtà invece lo ha messo di fronte a una situazione ai limiti del paradosso.

«Se non avessimo trovato un posto neppure a Capannoli, avremmo proceduto con la cremazione. Non è possibile – conclude Annibale Bellagamba - che non ci sia spazio all’interno di due cimiteri».

Viene da chiedersi quanto sia colpa della fatalità e quanto invece sia responsabilità del Comune se oggi, a Terricciola, i defunti non possono essere ospitati nei loculi. Una riorganizzazione degli spazi nei cimiteri dovrà essere messa in atto in fretta. Prima che al caso di Annibale Bellagamba si aggiunga quello di un altro cittadino costretto a portare lontano da casa la salma di un parente.
 

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