Il presidio
Un impianto da 18 milioni contro le maleodoranze
Tratterà tonnellate di rifiuti organici, produrrà energia elettrica e compost
PONTEDERA. Costerà circa 19 milioni di euro l’impianto per il trattamento dei rifiuti organici che sarà costruito a Gello di Pontedera, nell’area di Geofor, e che finalmente risolverà - così è stato assicurato - il problema delle maleodoranze in alcune località di Pontedera, di Calcinaia e Cascina. Per la Valdera si tratta di un’opera ambiziosa e l’unica, a parte interventi realizzati a più riprese all’ospedale, nel Dente Piaggio o per la viabilità, su cui enti pubblici e aziende private convogliano milioni di investimenti.
Quello che era diventato un tormentone, per i cattivi odori legati all’attuale impianto di compostaggio, si sta concretizzando. Ieri, con la firma dell’accordo con la società che realizza i lavori, è stata scritta una pagina concreta del progetto per la costruzione dell’impianto dell’organico di Geofor. Anzi, l’atto viene considerato come la partenza effettiva che porterà alla posa della prima pietra. In municipio a Pontedera, alla presenza dei sindaci di Pisa, Marco Filippeschi, e di Pontedera, Simone Millozzi, che è anche presidente dell’Unione dei Comuni della Valdera, Geofor ha siglato l’accordo con l’appaltatore per la realizzazione della struttura. Erano presenti anche alcuni sindaci e assessori di Comuni soci di Geofor.
L’impianto, che è il primo del genere in Toscana ed entrerà in funzione a pieno regime nella primavera 2018, occuperà parte dell’area industriale della società a Gello. Potrà accogliere e di conseguenza trattare 44.000 tonnellate annue di scarti da cucine e mense, e circa 7.000 tonnellate di di sfalci e potature, destinati ad aumentare in rapporto agli sviluppi dell’impianto. Così come la quantità di organico crescerà a mano a mano che aumenta la percentuale di differenziata. Sindaci, amministratori di Geofor, rappresentanti dell’azienda Biotec, che realizza l’impianto, e degli istituti di credito che finanzieranno l’investimento, hanno illustrato il progetto scandagliandone caratteristiche, costi e ricadute positive per il territorio.
L’impianto anaerobico di Gello sarà realizzato - è stato spiegato - in circa due anni con un investimento di circa 18,5 milioni di euro (Iva esclusa), grazie all’appoggio di un pool di istituti di credito (Cassa di Risparmio di San Miniato, Iccrea, Banca di Pisa e Fornacette), ma anche adoperando gli utili (fino a 4 milioni di euro) che Geofor ha accantonato nel corso degli ultimi bilanci e i fondi messi a disposizione dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Pisa per circa 5,5 milioni di euro, come ha spiegato il presidente del Cda di Geofor, Paolo Marconcini.
Sia i soci di Geofor, così come Marconcini e l’amministratore delegato Fabrizio Catarsi ritengono che con questa iniziativa sia stato messo un punto fermo nella gestione e nel trattamento dei rifiuti, con un occhio verso il futuro dell’Ato Toscana Costa e quello più generale dello smaltimento dei rifiuti in Toscana.
La realizzazione dell’impianto di trattamento dell’organico, compreso nel piano industriale di Ato Toscana Costa, si è resa necessaria anche a seguito della vetustà dell’attuale impianto e della sua limitata capacità di trattamento (l’impianto attuale è autorizzato a trattare 21.000 tonnellate di forsu - frazione organica rifiuti solidi urbani).
In seguito all’aumento della raccolta differenziata, che nel bacino dei 24 Comuni serviti da Geofor ha raggiunto la media del 58% nel 2014, la produzione di organico ha raggiunto circa 40.000 tonnellate annue. Un’eccedenza che obbliga i Comuni a rivolgersi ad altri impianti regionali o nazionali con conseguente innalzamento dei costi e che «contravviene anche ai principi base della gestione dei rifiuti, che fanno della prossimità del trattamento e dello smaltimento argomenti di principale importanza», ha aggiunto Marconcini.
Il nuovo impianto sostituirà quindi quello attuale e sarà il primo impianto anaerobico per il trattamento di questi rifiuti in Toscana. Produrrà sia energia elettrica in quantità di 11.000 MWh dalla combustione del biogas prodotto, e circa 9.500 tonnellate di compost di qualità.
È stata scritta, dunque, una pagina importante ma ora inizia l’iter autorizzativo sia per la produzione di energia che per la costruzione e la gestione. Il percorso sarà concordato tra Regione Toscana e Provincia di Pisa e avrà bisogno di circa sei mesi per il completamento.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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