Il Tirreno

Pontedera

Corazzano si ribella alla chiusura delle poste

di Andreas Quirici
Corazzano si ribella alla chiusura delle poste

Il sindaco Vittorio Gabbanini annuncia un sit-in per il primo settembre La rabbia dei cittadini: «Chiuderemo i conti e porteremo i soldi alle banche»

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CORAZZANO. «Quando mi sono sposata nel 1950 a Corazzano c’era la caserma dei carabinieri, il cinema, le scuole comunali e, ovviamente le poste. Ma fra poco non ci rimarrà più niente». Marisa Baroni allude al fatto che dal 7 settembre anche l’ufficio postale della frazione sanminiatese chiuderà i battenti, visti tagli decisi da Poste Italiane di molte sedi delle piccole località in Toscana. Un problema non da poco per i residenti del paese, specie per quelli anziani. Che, infatti, protestano e aspettano in gloria il sindaco, Vittorio Gabbanini che, su Facebook, ha annunciato un sit-in il primo settembre dalle 9 alle 10.

Grandi disagi. «Fa bene - ribatte Rita Madiai - perché per noi è davvero insopportabile perdere le poste. Io, tra l’altro, non ho neppure la patente e sarò in grossa difficoltà per tutte quelle operazioni che, finora, ho potuto effettuare senza nessun problema. Già, perché il cartello affisso all’ufficio postale nel centro di Corazzano, oltre all’annuncio della chiusura fissata per il 7 settembre, c’è anche l’indicazione dell’ufficio postale a cui rivolgersi dopo la serrata. «Ma come si fa ad andare a San Miniato Basso - aggiunge Giancarlo Ulivelli - come hanno scritto su quel cartello. In realtà ci sono anche quelli di Ponte a Egola, La Serra e Montaione. Ma sarà comunque un grosso disagio per tutti».

Soldi in banca e non alle poste. E c’è un aspetto da non sottovalutare in questa operazione di chiusura degli uffici postali. «L’impiegata delle poste di Corazzano - dice ancora Rita Madiai - ha parlato con la sede di Pisa per chiedere spiegazioni sulla chiusura e le hanno risposto che ormai è deciso. E che per evitare la chiusura avrebbero dovuto trattenere i clienti. Solo che anche a Pisa hanno il problema della perdita di denaro dai conti correnti. Perché in tanti li chiudono e portano i soldi in banca». E un esempio di questo fenomeno arriva proprio da Marisa Barnini: «Io i soldi li metto in banca. Tenerli alle poste, visto che chiudono, è inutile. Ma in questo ci guadagnano solo le banche».

Paese svuotato. La sensazione di chi abita a Corazzano è davvero quella di vedersi svuotati di tutti i servizi. «Qui non ci sta rimanendo più nulla - spiega Pietro Mandorlini - Eravamo un paese vivo, con un buon giro di soldi. Mentre ora siamo ridotti all’osso. In questo contesto è difficile mantenere i servizi. Anche se certe cose dovrebbero essere a disposizione delle persone indipendentemente dall’aspetto economico».

Tutti con Gabbanini. È la battaglia che stanno facendo le istituzioni. E che ha portato il sindaco Gabbanini a scrivere su Facebook questo messaggio: «Il 7 settembre Poste Italiane ha comunicato la chiusura dell'ufficio postale di Corazzano. L'amministrazione comunale, insieme alle associazioni e alla cittadinanza, organizza un sit-in di protesta per dire no alla chiusura». La data del primo settembre, dalle 9 alle 10, è arrivata poco dopo sul suo stesso profilo. «Poverino - aggiunge ancora Rita Madiai - lui s’impegna. E se farà questa protesta io ci sarò. Però aziende come Poste Italiane sono colossi. E quando decidono di fare tagli, anche se di mezzo c’è la gente comune, non è possibile farci molto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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