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Successo per il Palio di San Rocco a San Miniato

La premiazione della scrittrice Dacia Maraini
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La premiazione della scrittrice Dacia Maraini

Spettacoli teatrali, incontri, dibattiti e mostre hanno caratterizzato la rassegna diretta dal regista Andrea Mancini

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SAN MINIATO. Gli ultimi due giorni hanno confermato il grande livello artistico, culturale, e  anche popolare del Palio di San Rocco, una manifestazione davvero unica che gioca sull’aggregazione di persone che paiono destinate solo all’intrattenimento e che invece si rivelano splendidi destinatari di eventi culturali; lo dimostrano le centinaia di partecipanti ai moltissimi eventi che hanno punteggiato questa intensa settimana.

Parliamo intanto dell’ultimo giorno con la presenza di Alessandro Gigli e Alberto Masoni, i premiati con il Premio San Rocco 2015, gli ideatori di tante feste di teatro popolare in Italia. È stato Giuliano Scabia, loro professore e maestro che li ha introdotti all’affollata platea di piazza XX settembre, nel pomeriggio di domenica 16 agosto e si è subito capito che sarebbe stata ancora una giornata piena di interesse. I tre hanno conversato, parlando non di una astrusa filosofia dello spettacolo, ma costruendo un dibattito sulle necessità del quotidiano, che fanno sì che bambini, giovani, adulti,  anziani usino lo stesso entusiasmo per assistere ad un teatro come quello organizzato dai protagonisti della giornata. I quali con il loro Terzostudio costruiscono ben sette festival – ma Masoni ha giustamente parlato di “feste” - a livello nazionale (tra l’altro Mercantia a  Certaldo), insieme a molte centinaia di artisti e migliaia di spettatori, con numeri davvero strabilianti. Lo spettacolo in scena, o meglio “in piazza”, è stato Alto Livello, un lavoro costruito nel 1994 da Luigi Sicuranza e replicato fino ad oggi per 1500 volte in tutto il mondo, grazie all’eredità che il suo ideatore ha lasciato a Pietro Rasoti, un simpatico e bravissimo trasformista sui trampoli.

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Lo spettacolo più importante del festival, una tra i più belli dell’estate teatrale di tutta Italia, per la sua forza poetica e per il suo eccezionale impegno organizzativo, è stato l’Opera da tre soldi di Brecht-Weill, che Henry e Rebecca Brown hanno portato in scena in una enorme nave palcoscenico costruita in piazza Buonaparte e progettata dall'architetto scenografo Daniele Spisa.

Altro spettacolo senz’altro da segnalare è quello bellissimo che ha chiuso la serata dell’11 agosto, quel Cronaca di una violenza di gruppo di Dacia Maraini, un testo di fortissimo impatto che l’attrice in scena ha restituito con una meravigliosa prova al foltissimo presente in piazza XX Settembre. Era la giornata di Dacia Maraini e la scrittrice ha incontrato il pubblico e ha risposto alle domande più complesse, fatte da Eugenio Murrali e dal pubblico. Un momento, anche questo, che resterà impresso, grazie anche al Premio speciale San Rocco consegnato alla scrittrice, un’opera donata alla Maraini dall’assessore al turismo Giacomo Gozzini e realizzata dal pittore Luca Macchi, che è stato anche protagonista di un altro spettacolo, cioè I pigmenti dell’anima, che Andrea Giuntini ha realizzato in prima nazionale nel suggestivo Frantoio della Briccola, proprio a partire da una installazione di Macchi, un fondale di tulle sul quale erano applicate una serie di foglie ricoperte d’oro o di altri materiali e colori, con un effetto di grande suggestione.

Ultimo spettacolo teatrale è quello, ancora legato al nome della Maraini, che è andato in scena a tarda sera, a volte anche a notte inoltrata, con testi appunto di Maraini, e con l’esecuzione di più o meno improvvisate troupe di lettori, che hanno coinvolto, in un paio di occasioni, gli operatori delle case di riposo e, nelle altre cinque serate, altre persone che avevano magari partecipato ad altri spettacoli o dibattiti durante la giornata, come Andrea Giuntini o Franco Scarpa, che ha offerto una delle perle (fuori programma) presentate durante la settimana. Scarpa è infatti direttore dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino ed era stata allestita una mostra intorno al Drago Blu, quel personaggio costruito nel 2003 dai pazienti dell’Opg, per accogliere l’arrivo del mitico Marco Cavallo, proveniente dal Manicomio di Trieste.

Le altre mostre erano quelle realizzate dal gruppo di fotografi riuniti intorno a Limen. Risorse per il paesaggio e almeno ispirata da Armando Benvenuti e da Giovanni Corrieri, che ha guidato tre interessanti escursioni sulla “Francigena per chi ci sta”; poi la mostra di Pasquale Moffa dedicata al Fabbro Ferraio di Castelfranco; quella di Tiziano Cassaro e delle sue singolari opere pittoriche; quella dedicata alla rivista Spiragli diretta da Riccardo Gatteschi, che l’ha presentata in un altro fuori programma, dove ha raccontato i suoi diciotto anni di volontariato dentro l’Opg di Montelupo. E ancora la mostra di pittura poetica realizzata dal Centro Stella Maris della Scala.

Restano ancora da ricordare i pomeriggi del Palio, come quello sui profughi, con Adriano Prosperi della Normale di Pisa, Giuseppe Faso dell’associazione Straniamenti e Idrissa Keità, un ivoriano che dirige il centro per profughi di Montaione per il Movimento Shalom; lo stesso movimento che ha portato Maria Grazia Caciagli e Marie Pierre Djeng a parlare insieme a Marilina Veca del suo libro Sette volte sette, sullo stalking e la violenza sulle donne; infine ancora Shalom ha portato il suo fondatore mons. Andrea Cristiani, che insieme a Leonardo Micheletti ha parlato delle situazioni di crisi, quella dell’immediato dopoguerra in Italia e a San Miniato in particolare, ma anche quella attuale del mondo tutto,  tratteggiata da don Andrea con grande passione, citando spesso un papa che impone la persona e non gli interessi economici come motore dell’universo.    

Ma il Palio di San Rocco Pellegrino è stato anche tante altre cose, cioè l’uscita del santo burattino dall’oratorio di San Rocco, la messa del mattino, la bellissima esposizione del Buttafumo, i giochi popolari nel pomeriggio del 16, l’incontro tra Dacia Marini e le suore di San Paolo, le tante cene con intrattenimento organizzate dalla Filarmonica Giuseppe Verdi, l’importante spettacolo degli anziani di CoRe e soprattutto il pubblico. Un pubblico locale, fatto di signore anziane ma anche piene di vita, e un pubblico internazionale, con persone che ogni anno vengono da diversi paesi, dall’Italia e anche dall’Europa, per assistere e soprattutto per partecipare alla festa di San Miniato.

La direzione artistica, guidata da Andrea Mancini, con l’aiuto di Chiara Caruso, Veronica Boldrini e Elena Urciolo, ha espresso più volte la sua gioia per il clima festoso che ha caratterizzato il Palio, ma soprattutto per la riuscita e l’interesse di ogni manifestazione, con risultati che riempiono di soddisfazione chi li ha voluti.

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