Il Tirreno

Pontedera

I Cinque Stelle bocciano le nuove lottizzazioni

Critiche al regolamento urbanistico. La consigliere Chiara Benvenuti: scelte negative per il territorio

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SAN MINIATO. Il secondo regolamento urbanistico di San Miniato, adottato il 31 marzo 2014, è stato approvato durante la seduta del consiglio comunale che si è tenuta lo scorso 7 agosto, ma al Movimento 5 Stelle molti punti non quadrano. I dubbi sorgono soprattutto in merito al concetto di “zero consumo di suolo” e alla scelta di ridurre l’edificabilità “residenziale” in quelle zone già abitate, privilegiando invece la lottizzazione di nuovi terreni ad uso agricolo.

«Questo egolamento urbanistico fa acqua da tutte le parti – dice la consigliera pentastellata Chiara Benvenuti – Troviamo che la decisione dell’amministrazione di rendere edificabili i grossi appezzamenti sia troppo impattante. Avremmo preferito che fossero completate le opere che già ci sono nelle piccole porzioni di terreno tra un edificio e quello adiacente. In questo modo non ci sarebbe bisogno di nessuna opera primaria di urbanizzazione».

Nasce da qui il voto contrario alla delibera finale: «L’amministrazione ha incontrato la cittadinanza a partire da dicembre scorso per mettere in piedi questo regolamento. C’era in programma la costruzione di una nuova coop, di un albergo e di un centro direzionale nella zona dove sorge il polo commerciale di San Miniato basso, ma il progetto è stato cancellato perché l’area è stata decretata ad altissimo rischio idraulico dal Genio civile. Nella frazione di San Donato, anche questa ad altissimo rischio, tantissime sono state le prescrizioni. Manca una vera e propria coscienza della messa in sicurezza. Ancora non possiamo sapere come reagirà il territorio a questi nuovi interventi e se riuscirà a sostenerli».

Pieno appoggio del Movimento, però, hanno avuto le risposte dell’amministrazione ad alcune osservazioni fatte dai cittadini. Nello specifico, i 5 Stelle hanno approvato la decisione di rendere di nuovo edificabili, per chi ne ha fatto richiesta, quelle aree che nel passaggio dal primo al secondo regolamento urbanistico erano state dichiarate non più tali, quella di non permettere interventi di edificazione nella zona della fabbrica “Ex Icla”, a Ponte a Egola, a causa dell’alto rischio di incidente rilevante prodotto dallo stoccaggio di grosse quantità di toluene-dissocianato (materiale particolarmente infiammabile), ma anche di tutelare le zone tartufigene della Val di Chiecina, negando l’autorizzazione a ridimensionare il crinale, e di riqualificare l’area dell’ex sorgente Generosa che sorge a La Scala.

Elena Battaglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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