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Ora Buti fa il pieno di visitatori stranieri
Ma i servizi non sono all’altezza della situazione e la rete dei negozi è stata indebolita dalla crisi
BUTI. Da una parte il segnale confortante dell'aumento di visitatori nei mesi estivi. Dall'altra un problema che si trascina da anni e che scotta più del sole d'agosto.
A Buti la ripresa del turismo non coincide con quella del commercio. I servizi sono ridotti ai minimi termini per chi viene da tutta Italia, ma soprattutto dall'estero, a visitare il paese all'ombra del Monte Serra. E quando circolano più persone, la chiusura dei negozi fa ancora più rumore.
Negli ultimi sette anni crisi economica e grande distribuzione hanno schiacciato i piccoli commercianti che vendono al dettaglio, senza risparmiare una realtà da poco più di 6mila abitanti come Buti. Il problema quindi non riguarda le chiusure estive. Anzi, i pochi esercizi rimasti cercano di garantire i servizi essenziali per chi frequenta il paese d'agosto. I turisti risentono di una situazione che si protrae per tutto l'anno.
«È diminuito il numero complessivo dei negozi in paese – dice l'assessore alle attività produttive Maurizio Matteoli – ma per tutto il mese di agosto la maggior parte di questi non chiuderà. Gli stessi commercianti si sono organizzati ad esempio per lasciare sempre aperto un negozio di generi alimentari, sia a Buti che nelle frazioni della Croce e Cascine, e uno farà orario continuato anche a Ferragosto. Anche molti ristoratori hanno scelto di restare aperti, così come l'edicola e le macellerie».
Buti non chiude completamente per le ferie. Ma il ventaglio delle scelte - inutile negarlo - si è ridotto. E a rimetterci sono soprattutto i cittadini più anziani, che non hanno la possibilità di spostarsi in auto e devono sempre informarsi sui negozi rimasti aperti.
D'estate poi si ritrovano penalizzati anche i turisti. Che mai come quest'anno hanno preso d'assalto il paese. La maggior parte alloggia in agriturismo o bed and breakfast. Ma c'è anche chi viene in visita per un solo giorno, una toccata e fuga, prima di ripartire per le grandi città d’arte come Pisa, Firenze e Siena.
Buti sta comunque diventando una meta turistica appetibile grazie alle sue bellezze naturalistiche e architettoniche, oltre che per la sua posizione strategica per raggiungere le città d'arte toscane.
Anche senza dati ufficiali, l'aumento dei visitatori (specialmente tedeschi, olandesi e francesi) non è passato inosservato in paese.
Se questo settore viaggia forte serve un tessuto commerciale che cresca di pari passo. E le saracinesche abbassate non sono un bel biglietto da visita.
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