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«Sistemate la stazione o andiamo dal giudice»
Appello alle Ferrovie per le pessime condizioni dell’edificio lungo i binari I cittadini protestano: la struttura è un rudere, ci sono problemi di sicurezza
ACCIAIOLO. La scena è davanti agli occhi di tutti. Almeno quelli che passano dalla strada provinciale 21 attraverso Acciaiolo. Al passaggio a livello sull’unico binario, c’è la vecchia stazione Fauglia-Acciaiolo che è immersa nel degrado più assoluto. La zona è per parte transennata. Ma si può accedere all’edificio, ormai ridotto a rudere, passando a fianco ai binari. Malgrado ci siano cartelli di “banchina non transitabile”. Una situazione che il Comitato di Acciaiolo ha deciso di prendere per le corna, scrivendo all’Unità territoriale di Livorno di Rete ferroviaria italiana (Rfi) e chiedendo di trovare una soluzione a questo annoso problema che affligge il paese. «L’alternativa - dicono dal Comitato - sarà quella d’intraprendere una class action con cui riuscire a far intervenire gli enti preposti».
In effetti, osservando da vicino la struttura, non si può evitare di notare che il degrado è dilagante. Erba alta, rampicanti con finestre rotte dove entrano ed escono uccelli. In più una piccola costruzione, l’ex ristoro, che non aspetta altro che cadere rovinosamente. Il cancello e le transenne impediscono il libero accesso, è vero, ma non è difficile accedere comunque all’area della vecchia stazione col rischio di farsi davvero male.
I cittadini di Acciaiolo, nella loro lettera a Rfi, sottolineano che «la struttura era usata nel passato, come stazione ferroviaria, comprensiva della casa cantoniera, dove abitava il capo stazione e la sua famiglia, il fabbricato usato come bagni e il resede ex ristoro sono stati abbandonati da tempo all'incuria e al degrado». Nello specifico, «il tetto dell’edificio è in parte crollato e all'interno dei solai, ormai hanno nidificato decine di uccelli, mentre il locale che veniva usato per il ristoro è transennato, ma in attesa di un crollo definito. I locali degli ex bagni sono deteriorati e oscurati dalla vegetazione e la folta vegetazione, che cresce lungo i binari, ha consentito il proliferare delle vipere, che vengono per ora soltanto avvistate nei giardini delle case vicine alla ferrovia».
Lucia Tocci, membro dello stesso Comitato, spiega che «moltissime volte le sbarre, al passaggio dei treni, non scendono, creando un serio pericolo per chi attraversa i binari. Per non parlare del danno economico, che la popolazione e le attività subiscono, dal fatto, che il paese regge la sua vita economica sul passaggio dei turisti, ai quali viene immediatamente presentato all'ingresso in paese, un paesaggio degradato, che sembra ci si trovi in un paese fantasma o che si sia subito un bombardamento».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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