Il presidio
Montopoli, 1300 firme per cambiare Asl
La petizione promossa dal comitato “Una sanità per i cittadini”. A settembre consiglio comunale aperto sulla vicenda
MONTOPOLI. Con Firenze ed Empoli o con Pisa e Pontedera? Area Vasta Toscana Centro o del Nord-Ovest? Questo il quesito che il comitato “Una sanità per i cittadini”, forte di oltre 1300 firme raccolte in meno di un mese, vuole sottoporre ai montopolesi con l'appoggio dei tre consiglieri di Progetto Insieme, Damiano Carli, Giacomo Gronchi e Maria Vanni.
Consiglio aperto a settembre. «Un successo in appena 20 giorni, che dimostra quanto il tema sia sentito dalla comunità di Montopoli – commenta Carli, che col suo gruppo ha dato la disponibilità alla certificazione delle firme. – Tutto questo malgrado il sindaco, Giovanni Capecchi, già dal consiglio comunale del 30 aprile, abbia negato uno spazio pubblico di discussione sul tema, dicendo che della questione si dovrà discuterne prima all'interno del Partito Democratico». Consiglio comunale aperto che nel frattempo alcuni giorni fa è stato confermato dallo stesso sindaco per i primi di settembre.
La storia. La questione per il comune è in realtà antica e ritorna da tempo sulle cronache dei comuni del Comprensorio del Cuoio, da sempre terra di confine. A rilanciare la polemica è però, adesso, la nuova normativa regionale (n. 396) che riordina l'intero assetto della sanità toscana. E che dal 2016 organizzerà il sistema sanitario in tre macro-aree di Toscana Centro, Nord-Ovest e Sud-Est, sostituendo le 12 Asl attuali. Una legge per la quale il periodo delle osservazioni di enti e Comuni finirà il 30 settembre. «Da qui la necessità di muoverci in tempi stretti - spiega Maria Vanni - Anche perché il Dispositivo urgente per il riordino dell'assetto del servizio sanitario prevede espressamente che i Comuni ed i sindaci che vogliano proporre una diversa collocazione nel sistema delle tre aree si facciano sentire entro quella data. Peccato che ad oggi non esistano documenti ufficiali che dimostrino una richiesta da parte di Montopoli di un incontro con l'assessore regionale. E quindi ci siamo mossi noi».
Il referendum. C'è però un problema: lo statuto comunale di Montopoli prevede il referendum, previa la raccolta di un numero di firme pari al 10% della popolazione del comune. Ma demanda al governo del Comune l'approvazione di un regolamento in merito. Normativa che dal dopoguerra ad oggi non è mai stata scritta. Di qui la decisione del Comitato di fare una doppia raccolta di firme, per una petizione che inviti sindaco e giunta a sottoporre la questione della sanità ad una consultazione (di qualsiasi genere, fosse anche tramite una serie di assemblee o un censimento) e, in secondo luogo, alla convocazione di un referendum, che potrà essere effettuato solo dopo la stesura del regolamento. «Abbiamo già scritto una bozza - assicurano dal Comitato - la recapiteremo in Comune nei prossimi giorni.
In Regione. Intanto Progetto Insieme si è mosso anche a livello regionale. «Dato che niente dimostra che da Montopoli siano partite richieste di incontro con la Regione, forse, diciamo noi, anche a causa delle divisioni all'interno del Pd a livello di comprensorio, abbiamo deciso di inviare noi stessi una lettera all'assessora Stefania Saccardi – continua Carli – in cui denunciamo l'atteggiamento della maggioranza ed il suo diniego ad una discussione trasparente e democratica della questione, chiedendo urgentemente un incontro con una delegazione del Comitato».
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