Italia
Un esposto in Procura sul piano agricolo stoppato
Il capogruppo dell’opposizione a Fauglia denuncia di avere ricevuto pressioni con messaggi su Facebook riconducibili all’amministratore dell’azienda
FAUGLIA. La discussione politica sul programma aziendale di miglioramento agricolo ambientale presentato da un’azienda di Fauglia ha preso una piega giudiziaria. Il consigliere comunale Alessandro Cipriani, consigliere comunale e capogruppo in consiglio comunale a Fauglia della lista civica d’opposizione “Scegli Fauglia” ha presentato un esposto indirizzato alla Procura della Repubblica di Pisa e depositato ieri mattina ai carabinieri di Fauglia e già inviato anche al prefetto di Pisa. Cipriani ritiene di essere stato bersaglio di pressioni e di richieste indebite al punto che ha deciso di sottoporre la questione alla magistratura per valutare se ci sono le condizioni per procedere penalmente nei confronti dell’imprenditore che lo ha contattato attraverso Facebook chiedendogli di mutare atteggiamento rispetto al piano di sviluppo. La questione è stata infatti affrontata dal consiglio comunale nella seduta di fine luglio. Il piano, che al momento è stato congelato, prevede, tra l’altro, la costruzione di una casa colonica di 240 metri quadrati, oltre a quella di un capannone di 300 metri quadri e l’impianto di una oliveta. Il consigliere della lista civica, rilevando una serie di punti che a suo avviso l’amministrazione comunale dovrebbe meglio chiarire o comunque chiedere all’azienda che propone il piano di motivarli in maniera più dettagliata, ha fatto presente che la proposta del privato è più sbilanciata verso la realizzazione di fabbricati su un terreno agricolo. E punta di meno a una stabile e duratura attività agricola. Di conseguenza, secondo Cipriani, il consiglio avrebbe dovuto respingere il piano in quanto la proposta non era «collimante con gli interessi generali della comunità faugliese». Nei giorni successivi, come è stato riferito anche nell’esposto, Cipriani è stato contattato dall’amministratore unico dell’azienda agricola o comunque da un utente che dice di essere l’amministratore. «I danni provocati dal suo atteggiamento – questo in sintesi il messaggio – sono già quantificabili. Se entro il mese di settembre la situazione non sarà risolta sarò costretto a passare la pratica al mio legale con relativa richiesta danni proporzionale all’investimento e ai danni che ci ha causato».
Sì, perché dopo le osservazioni della lista civica, presentate durante il consiglio comunale, la maggioranza ha preso tempo e ha deciso, tra l’altro poi su questo c’è stata l’unanimità dei votanti, di rinviate la discussione e l’approvazione del piano a settembre. In sostanza, la maggioranza ha ritenuto di dover effettuare nuovi accertamenti e assumere ulteriori informazioni. Il consigliere, infatti, ha sollevato dubbi sul piano “economico” presentato dall’azienda. «I costi generali e gli investimenti che l’azienda dovrà sostenere non sembrano sufficienti a garantire l’effettiva attività agricola su sui terreni del piano». Nel frattempo però l’amministrazione darebbe l’ok ad un intervento su terreni che sono stati posti in vendita, secondo quanto riferito dal capogruppo della lista civica, per importati che variano tra i 340mila e i 500mila euro. Argomenti questi che in qualche modo devono avere fatto breccia in consiglio se poi è stato deciso di valutare meglio il progetto. Solo che poi nei giorni successivi la vicenda ha preso una piega inaspettata e la strada degli esposti e delle presunte richieste danni.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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