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Fuoco nella Blutonic, la conceria che lavora per le grandi firme
Incerte le cause del rogo che è divampato alle 19 quando la lavorazione era ferma da un giorno
PONTE A EGOLA. «Stavo per uscire dall’ufficio quando ho sentito un rumore strano. Subito dopo ho visto il fumo denso e ho capito che era scoppiato un incendio». Fabrizio Borsini è il dipendente della conceria Blutonic di Ponte a Egola il quale, ieri sera poco prima delle 19, ha dato l’allarme ai vigili del fuoco segnalando l’incendio all’interno della conceria, situata in via dei Conciatori, nella zona industriale di Ponte a Egola.
Il tempo di attivare il 115 e già una colonna alta di fumo nero si era alzata minacciosa ed era ben visibile dalla vicina superstrada. Sul posto sono intervenuti numerosi mezzi dei vigili del fuoco, circa una ventina di uomini, compreso il nucleo Nbcr regionale, specializzato negli interventi per emergenze che possono avere conseguenze dal punto di vista ambientale o dell’inquinamento. Difficile stabilire le cause, almeno nelle prime ore successive al rogo che ha interessato un grande capannone in cui hanno sede la Blutonic al piano terreno e un’altra azienda del settore conciario “Davide” al cui interno ci sono stati solo danni causati dal fumo.
L’incendio si è concentrato negli spazi adibiti alla lavorazione del pellame: la conceria lavora per le grandi firme della moda compreso Gucci. I danni sono ingenti ma non è ancora stato possibile per i proprietari fare una stima esatta.
«Fino a quando non parliamo con i vigili del fuoco è difficile dire cosa possa essere successo – dice Angelo Montanelli, titolare della conceria – posso solo dire che la lavorazione era ferma da almeno un giorno e che gli operai avevano finito le pulizie prima della pausa per le ferie. I bottali erano pieni di acqua. Dobbiamo capire se c’è stato un problema all’impianto elettrico o se ci sono altre cause». Sul posto anche la polizia municipale - la strada è stata chiusa per consentire l’intervento dei pompieri - i carabinieri per le prime verifiche, gli operatori della medicina del lavoro dell’Asl e il sindaco di San Miniato, Vittorio Gabbanini, amico dei Montanelli.
«Davvero non so cosa pensare – ripete Angelo Montanelli – la nostra è una delle concerie più moderne della zona, abbiamo non poche certificazioni...». Oggi sarà possibile saperne di più sulle cause e sull’ammontare dei danni.
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