Il Tirreno

Pontedera

Calcioscommesse e “Dirty Soccer”, nuovi guai per l’agente Bagnoli

Calcioscommesse e “Dirty Soccer”, nuovi guai per l’agente Bagnoli

Insieme al collega Ascari, già indagato nell’ambito della stessa inchiesta, avrebbe cercato di pilotare il risultato anche di Tuttocuoio-Gubbio del 29 marzo scorso. Ieri il nuovo avviso di garanzia

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE SULL’ARNO. Nuovi guai per il procuratore e agente Fifa, Andrea Bagnoli, di Pontedera, il cui nome compare tra quello dei nuovi indagati dell'inchiesta Dirty Soccer, avviata alcune settimane fa dalla Procura di Catanzaro, ai quali ieri mattia la polizia di varie città, compresa quella di Pontedera e Pisa, ha notificato un avviso di garanzia emesso dalla Dda di Catanzaro con l'accusa di avere alterato cinque partite dello scorso campionato di Lega Pro. Ancora una volta il nome del Tuttocuoio, che fin dall’inizio si era tirato fuori dalla vicenda del calcioscommesse, torna nelle intercettazioni e nelle indagini. La partita ritenuta “alterata” è quella tra Tuttocuoio e Gubbio del 29 marzo scorso, giocata sul campo di Pontedera, terminata con la vittoria per 1-0 per i padroni di casa.

Avvisi di garanzia sono stati notificati anche a persone già indagate, come lo è Bagnoli che pure continua a dire che alla fine sarà in grado di chiarire la sua posizione nella vicenda. Bagnoli è indicato dall'accusa anche come dirigente del Tuttocuoio all'epoca dei fatti anche se la società, fin da quando la Procura di Catanzaro ha reso noto i risultati delle prime indagini, aveva escluso che svolgesse "alcun ruolo dirigenziale né di altra natura".

Con gli avvisi di ieri si è conclusa la fase dell'inchiesta, condotta dalla squadra mobile di Catanzaro insieme al Servizio centrale operativo di Roma relativa alle intercettazioni telefoniche. Le indagini tuttavia, così è stato spiegato, vanno avanti sul materiale sequestrato, soprattutto smartphone e computer, la cui analisi prosegue.

Secondo l'accusa, in occasione della gara Tuttocuoio-Gubbio Ercole Di Nicola, all'epoca dei fatti direttore sportivo dell'Aquila, con l'intermediazione di Eugenio Ascari, di Pontedera (entrambi già indagati nella stessa inchiesta) e forte della disponibilità economica di Edmond Nerjaku (imprenditore albanese di Savona indicato come scommettitore e finanziatore di precedenti combine) si sarebbe prodigato per alterare il risultato con il sostegno di Bagnoli. Ieri mattina dunque la polizia è tornata a casa di Bagnoli, a La Borra. Il reato ipotizzato per gli indagati, sia pure con ruoli diversi nell’inchiesta è quello di associazione a delinquere finalizzata alla frode in competizioni sportive ed estorsioni.

I nomi di Ascari, Bagnoli (che svolge attività di collaborazione nello studio Ascari), Di Nicola e quello del calciatore del Tuttocuoio Abdelaye Balde, di Ponsacco, tornano anche per il sospetto di combine che pesa sull’incontro di calcio di Lega Pro girone B l’Aquila-Tuttocuoio, disputato il 25 marzo 2015 e terminato 1-0.

Intanto, ieri, la società Ac Tuttocuoio 1957, considerato che, negli atti dell’inchiesta Andrea Bagnoli viene qualificato come ex dirigente della nostra società, smentisce tale circostanza e precisa che Bagnoli, non ha mai rivestito ruoli dirigenziali né di altra natura nell’ambito della nostra società. Ma negli ambienti sportivi, in particolare della Lega Pro, tutti sanno della vicinanza di Bagnoli, come una sorta di consigliere tecnico, alla società di Ponte a Egola.(s.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera