Il Tirreno

Pontedera

Depuratore: i 5 Stelle ancora all’attacco

Sul blog del movimento: «Non è una vendita ma una svendita, con gravi rischi anche ambientali»

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CASTELFRANCO. Ai 5 Stelle proprio non va giù l’idea di vendere, anzi, «di svendere», il depuratore. Per il Movimento fondato da Beppe Grillo la cifra richiesta dal Comune per la vendita dell’impianto di depurazione gestito dalla ditta Waste Recycling - 500mila euro - è decisamente troppo bassa.

La reazione del gruppo dopo l’annuncio è stata immediata e durante la commissione di bilancio hanno subito chiesto come fosse stato stimata la quota richiesta. «Abbiamo scoperto che non c’è stata nessuna perizia e che il costo è stato stabilito dagli uffici comunali in base ai valori di mercato e di usura della struttura - dice la capogruppo Cristina De Monte, sul blog del Movimento - In realtà l’impianto rende all’amministrazione ben 80mila euro l’anno, il 16% del valore indicato come prezzo. Cinquecentomila euro sono una cifra troppo bassa anche per la logica: la rendita di un bene immobile, di solito, non è inferiore al 5% del valore e in questo caso, dunque, non dovrebbe scendere sotto il milione e mezzo di euro. Per questo ci è sembrato doveroso richiedere una perizia da parte di un professionista, che valuti attentamente la struttura». L’impianto di proprietà dell’ente pubblico è affidato al Consorzio di depurazione Santa Croce spa attraverso un contratto di locazione ed il diritto di prelazione sull’acquisizione dell’impianto è proprio dell’attuale committente. «Ci hanno risposto che la vendita serve a monetizzare. Non vedo perché il Comune non abbia chiesto un mutuo, da pagare negli anni grazie alla quota di affitto che percepisce anziché svendere in questo modo un bene di sua proprietà. È una cifra talmente bassa che potremmo quasi proporre ai cittadini di mettere insieme le forze per tentare di riacquistarlo», dice ancora De Monte. I dubbi dei pentastellati riguardo questa operazione, però, non sono soltanto di natura economica ma anche politica e di tutela ambientale: «Da quando è stato affidato in gestione alla Waste Recycling l’impianto ha dato molti problemi che non sono ancora stati risolti, come i numerosi episodi di maleodoranze nelle zone limitrofe. Al momento il Comune può ancora far valere le proprie considerazioni, sedere al tavolo tecnico della Provincia, avere tutte le informazioni sulle maleodoranze dall’Arpat».

«È vero - conclude De Monte sul blog -che potrà comunque avere accesso agli impianti, ma la sua posizione sarà diversa e non potrà intervenire come se fosse ancora il proprietario. »Visto che l’ente è così tanto impegnato nella salvaguardia degli interessi pubblici, avrei preferito che recedesse dal contratto anziché mettere in vendita un bene ad un valore ridicolo. Per noi, che abbiamo seguito la vicenda sin dall’inizio, questo epilogo è inaccettabile”.

Elena Battaglia

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