Italia
La mappa dei punti deboli a disposizione dei “vampiri”
A volte per le forze di polizia e i soccorritori scoprire le falle diventa difficile in quanto non hanno dati sulla linea, invece gli autori dei furti sanno dove colpire
SAN MINIATO. Gli attacchi all’oleodotto Eni che collega le raffinerie di Livorno con la zona di Prato sono costanti nel tempo e riguardano non solo la provincia di Pisa. Così come avviene dove ci sono impianti con le stesse caratteristiche. E se le forze di polizia dipendono in tutto e per tutto dalle segnalazioni degli addetti Eni che sono incaricati di tenere sotto controllo l’impianto i ladri, a quanto pare, conoscono ogni centimetro dell’oleodotto.
Sanno dove sono i punti più vulnerabili e ogni volta su questi si concentrano. Mentre invece le forze di polizia, che di volta in volta potrebbero essere interessate al problema, non dispongono di una mappa che indichi quali sono i terreni e le eventuali strade interessati dal passaggio dell’oleodotto. Per cui individuare dove i tubi sono stati bucati a volte, in particolare di notte, diventa un’impresa piuttosto difficile.
A La Scala i ladri avevano addirittura individuato un punto dove si trovano alcuni rubinetti, che Eni ha installato per il controllo della linea. E che per i ladri sono diventati un facile accesso al carburante. Utilizzando i rubinetti, infatti, non devono manomettere i tubi, come hanno fatto altre volte, per poi collocarvi un rubinetto da cui possono attingere per rubare benzina o gasolio. Una volta che i carabinieri, grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, hanno localizzato il furgone rosso non è stato semplice capire dove i ladri avevano colpito. E così come era successo in occasione del furto avvenuto a maggio scorso Eni ha inviato alcuni operai a verificare la linea dalla provincia di Firenze fino a Pisa. C’era il timore, infatti, in quanto i tecnici avevano riscontrato un’anomalia nello scorrimento del carburante, che i malviventi avessero tentato di tagliare un tubo anche in un’altra zona. Si pensava che questo fosse un modo per distrarre le squadre di Eni e poter rubare con più calma il gasolio dal rubinetto individuato nella struttura di controllo realizzata a La Scala. Ovviamente sono piccole strutture, protette da gabbie metalliche o in muratura, che si trovano lungo tutta la linea.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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