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Concerie: la ripresa passa dalle fiere di settembre
Micam, Mipel e Lineapelle daranno una valutazione allo stato di salute del settore Le aziende del comprensorio attendono messaggi positivi soprattutto dalle griffe
SANTA CROCE. Prima le fiere di pelletteria e calzature, poi quella della conceria. Saranno questi tre appuntamenti a decretare lo stato di salute di chi concia la pelle nel Comprensorio del Cuoio, ma anche di chi realizza borse, accessori e scarpe con questo pregiato materiale.
E sarà settembre il momento clou per capire come andrà la seconda parte del 2015, dopo una prima parte dell'anno stentata malgrado la debolezza dell'euro nei confronti del dollaro (che si pensava potesse favorire le esportazioni negli Stati Uniti) e il sostegno finanziario della Banca centrale europea (Bce) all'economia comunitaria. "Invece fino a questo momento sono mancati proprio gli ordinativi delle aziende americane. Anche per questo le fiere di settembre saranno decisive", spiega Paolo Nacci, presidente del Consorzio calzaturieri della provincia di Pisa, che ha sede a Ponticelli di Santa Maria a Monte, ribattezzato da poco Manifatture toscane. Micam per borse e accessori, Mipel per le calzature. Saranno questi i due primi appuntamenti che andranno in scena a Milano in contemporanea dal primo al 4 settembre. Poi toccherà alle concerie a Lineapelle, anche questa fiera in programma nella capitale lombarda, ma dal 9 all'11. Il Comprensorio del Cuoio guarda con estremo interesse a quanto accadrà nella capitale della moda italiana, dopo un avvio di 2015 negativo. La recente indagine della Cassa di risparmio di Firenze sui distretti italiani, per esempio, ha decretato un -8,4% nei primi tre mesi per la calzatura pisana rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Un 2014 che era stato comunque contrassegnato da perdite dovute alla crisi tra Russia e Ucraina, con il sostanziale dimezzamento di uno dei maggiori mercati di sbocco per i produttori di scarpe di casa nostra. «La sensazione è che la ripresa stia facendo capolino - riprende Nacci, il cui ente di categoria rappresenta 70 aziende del territorio - ma servono atti concreti da parte di un mercato che sta sonnecchiando aspettando la spinta dagli Stati Uniti che, però, tarda ad arrivare. Al Micam vedremo se ci sarà oppure no, anche se alla recente edizione di Pitti Uomo a Firenze abbiamo avuto segnali davvero incoraggianti per un autunno positivo». Le concerie del distretto di Santa Croce, invece, attendono "messaggi" positivi soprattutto dalle griffe, vero settore di destinazione della pelle conciata in toscana.
Sono proprio gli ordinativi delle più prestigiose firme del mondo della moda internazionale a essere mancati tra la fine del 2014 (chiuso dalle imprese conciarie con -2% rispetto all'anno precedente) e questo inizio del 2015. Un dato indicativo della situazione arriva, anche in questo caso, dal report sui distretti della Cassa di risparmio di Firenze che parla di una crescita di "solo" il 4,6% tra gennaio e marzo della pelletteria fiorentina, caratterizzata dalla forrnitura per tutti i grandi marchi della moda, e che assorbe gran parte della pelle conciata in Toscana. Abituati a numeri positivi a doppia cifra, in questo periodo il rallentamento delle vendite da parte delle griffe, dovuto essenzialmente alla crisi in Cina, preoccupa assai gli imprenditori di pelle e cuoio. E anche per questo settembre dirà molto sul futuro che attende le tante aziende calzaturiere e conciarie della provincia di Pisa.
Andreas Quirici
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