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Pontedera

Le lapidi riappaiono per l’anniversario dell’eccidio del Duomo

Le lapidi riappaiono per l’anniversario dell’eccidio del Duomo

Nuovo capitolo nella polemica: i due monumenti sono stati ricollocati a sorpresa ieri sotto ai chiostri

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SAN MINIATO. Si arricchisce di un altro capitolo la vicenda delle lapidi dell’eccidio del Duomo. Dopo i tentennamenti delle ultime settimane, quando l’amministrazione per bocca del sindaco Gabbanini aveva messo in dubbio la possibilità di una loro ricollocazione in tempi brevi, le due lastre di marmo sono state collocate ieri mattina sotto i chiostri di San Domenico.

Smentite ancora una volta, dunque, le parole del sindaco, che paventava lungaggini burocratiche per la ricollocazione, chiesta invece a gran voce dal neonato comitato “Ferruccio Parri” e da tutto il fronte critico nei confronti del primo cittadino. La decisione di togliere le targhe dalla facciata del municipio, lo ricordiamo, risale all'8 aprile e colse di sorpresa parte della comunità, non risparmiando malumori anche al Partito Democratico, che aveva poco dopo fatto passare una mozione in consiglio per impegnare l'amministrazione a ricollocarle entro il 22 luglio, data dell'anniversario della strage. Mozione che passò, anche quella volta, a pochi giorni dalla smentita del sindaco sulla fattibilità di una tale ricollocazione. A tal proposito il primo cittadino - col quale abbiamo cercato invano di avere un contatto ieri - si riserva di dare spiegazioni nella giornata odierna. «La prendo come una vittoria personale - è il primo commento della consigliera di “Immagina San Miniato” Laura Cavallini, da sempre avversa alla rimozione - Come prendo atto, invece, di una contrarietà del sindaco a questa ricollocazione, che non ha mai mancato di dire quanto fosse impossibile rimettere le lapidi in un posto consono in tempi brevi. Evidentemente il ruolo dell'opposizione ha sortito il suo effetto». Soddisfatto anche uno dei primi protagonisti della vicenda: l'ex allenatore Renzo Ulivieri, primo allora ad attaccare duramente il sindaco. «Il nuovo sito non è male, si tratta di un luogo pubblico e molto frequentato - dice - Non si capisce però, a questo punto, a cosa sia servito spostarle. Verrebbe da chiedersi: chi paga? Chi ha pagato tutto questo lavoro, sostanzialmente inutile?». Ai posteri, più che mai protagonisti di questa storia, l'ardua sentenza.

Nilo Di Modica

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