Il Tirreno

Pontedera

Al circolo Botteghino tolte le bandiere Solo per una mostra

Al circolo Botteghino tolte le bandiere Solo per una mostra

L’Arci: la decisione sarà presa dopo l’assemblea dei soci Alla discussione parteciperanno alcuni membri del No Tav

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PONTEDERA. Una mostra di foto ha risolto la questione. Ma solo momentaneamente. Le bandiere di Cuba e del movimento No Tav sono state tolte dal circolo Arci Il Botteghino, per far posto agli scatti che fanno parte dell’esposizione. Erano state contestate, nei giorni scorsi, da alcuni soci. Ma la decisione politica verrà presa solo dopo l’assemblea che verrà fatta nelle prossime settimane con tutti i soci. E con esponenti del No Tav che arriveranno dalla Val di Susa. «Verranno a raccontarci com’è la situazione – racconta l’Arci Valdera in un comunicato - perché spesso su questo tema l’opinione della gente è filtrata e condizionata dalla rappresentazione mediatica che viene fatta dalla vertenza No Tav: l’attenzione è più focalizzata sugli scontri».

Spiega ancora l’Arci che la battaglia della Val di Susa ha l’appoggio dell’associazione. Ed è questo il motivo per il quale «nelle prossime settimane – spiega l’Arci – organizzeremo un’assemblea di approfondimento in cui inviteremo rappresentanti del No Tav per accompagnarci nel percorso di analisi, discussione, confronto e formazione. Siamo un’associazione che non ha paura di affrontare anche temi giudicati scomodi, siamo convinti che questa sia una opportunità per una crescita collettiva. Siamo orgogliosi di quanto i nostri luoghi siano ancora vivi, capaci di appassionarsi e anche indignarsi per una bandiera, perché ogni occasione per noi è una opportunità di confronto e di dibattito».

Sulla questione interviene anche il Partito della Rifondazione Comunista. Dal circolo Karl Marx di Pontedera chiedono all’Arci del Botteghino di poter assistere alla loro discussione, quando ci sarà, all’interno dell’assemblea dei soci, sulla questione delle bandiere esposte e non gradite a tutti. «Dietro quella bandiera – scrivono i comunisti pontederesi, riferendosi al movimento che lotta contro la Tav – ci sono anni di lotte e di mobilitazioni, che hanno visto partecipi la quasi totalità della popolazione. Una maggioranza che non è stata ascoltata né coinvolta nelle decisioni, eppure l’opera di grande impatto verrà fatta sul loro territorio, in casa loro e con scarsa utilità generale. Ben venga un’assemblea nella quale si potrà discutere con i cittadini della Val di Susa in modo da conoscere meglio i problemi per i quali loro combattono».

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