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Un’area destinata ai negozi dove una volta c’era la conceria
Santa Croce: dopo anni di attesa, l’adozione del piano di recupero arriva in consiglio comunale Il sindaco Deidda: con questa riconversione riusciremo a sostituire l’incrocio con una rotatoria
SANTA CROCE. È una delle tante concerie dismesse che segnano il paesaggio urbano di Santa Croce. Poco più di un rudere, fatiscente e abbandonato, su cui da anni campeggia anche un bel pannello colorato con il rendering del progetto di recupero destinato a rimpiazzare la vecchia conceria.
Un progetto ambizioso, che sconta tutte le difficoltà del momento. È attesa per lunedì sera, infatti, l’adozione del piano di recupero della ex conceria Camaleonte di via Francesca Sud, che arriverà sui banchi del consiglio comunale nelle seduta convocata per le 21,15. Un piano di riconversione che va ad interessare uno dei punti più strategici dell’urbanistica e della viabilità di Santa Croce: siamo al crocevia, infatti, tra la Francesca Sud e viale di Vittorio, praticamente ai piedi del viadotto della Bretella, in un incrocio delicato e pericoloso che l’amministrazione conta in futuro di sostituire con una rotatoria.
Il tutto, proprio grazie al piano di recupero dell’ex Camaleonte. L’immobile, non a caso, è inserito dal Comune nell’elenco dei 12 ex fabbricati conciari per i quali, in virtù della loro collocazione, è prevista un’apposita “scheda norma” che ne disciplina gli indici e le destinazioni dell’eventuale recupero.
Nel caso della Camaleonte, la riconversione prevede la completa demolizione del complesso con la costruzione di un nuovo edificio a destinazione interamente commerciale. Il nuovo immobile potrà prevedere un ampliamento del 20% rispetto all’attuale estensione, per una superficie utile lorda di 2236 metri quadri e un’altezza massima di 8. La “scheda norma” dettata dall’amministrazione, prevede inoltre l’obbligo di realizzare un parcheggio e un’area a verde, il cui spazio sarà ricavato in parte modificando la destinazione d’uso di un’area agricola retrostante da 2816 metri quadri. Da qui la necessità di una variante al regolamento urbanistico che dovrà passare al vaglio del consiglio. «Dopo l’approvazione, pochi mesi fa – ricorda il sindaco Giulia Deidda – del piano di recupero della ex Nobel di Via San Tommaso, credo che questo sia un ulteriore segnale in positivo verso la riconversione degli ex fabbricato conciari». Una riconversione che, nelle intenzioni della giunta, potrebbe essere lo strumento per sostituire l’incrocio antistante con una rotatoria. «Indipendente dal piano di recupero – spiega Deidda – avvieremo una trattativa con la proprietà per chiedere di inserire nel progetto anche la realizzazione della rotatoria a scomputo degli oneri». L’investimento necessario alla rotatoria, in pratica, sarebbe decurtato dal totale degli oneri di urbanizzazione richiesti dal Comune. «In questo modo l’amministrazione non incamera risorse – dice Deidda – ma ha la possibilità di realizzare un’opera tenendola fuori dai limiti del patto di stabilità».
Giacomo Pelfer
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