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A caccia di volontari per tenere in vita il museo
Volterra, gli spazi dedicati al celebre scultore Consortini aprono a singhiozzo Il comitato di quartiere: almeno 2 persone per i pomeriggi di sabato e domenica
VOLTERRA. Appello per far vivere il Museo Consortini. C’è un comitato di quartiere nel borgo di San Giusto che, in collaborazione con la Contrada, e di supporto alla parrocchia, lancia un appello affinché si facciano avanti volontari per tenere aperto quello che è un vero e proprio patrimonio artistico della città. Aperto, fino ad ora, solo a singhiozzo. Si tratta della casa- museo dello scultore volterrano Raffaello Consortini.
L’artista etrusco di respiro nazionale, carattere schivo e talento verace, nacque sul colle il 18 maggio del 1908, già accademico della Reale Accademia Fiorentina delle Arti del Disegno.
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Prima di morire nel 2000, dispose che le sue opere ed i suoi averi, donati alla parrocchia del borgo di S. Giusto, fossero messe a disposizione del pubblico, proprio nella casa dove egli visse, in Borgo San Giusto 83. Tuttavia tenere aperta l’esposizione non è semplice: servono persone che prestino al museo tempo e passione. «Questo appello ha lo scopo di dare un aiuto alla parrocchia per tenere aperto la casa-museo Consortini almeno nei pomeriggi dei fine settimana estivi - spiega Fulvio Bigongiali, presidente del comitato di quartiere – e che sebbene questo sia un comitato composto da cittadini, opera in collaborazione con la contrada che è l’istituzione principale del quartiere. e in aiuto alla parrocchia in primis impegnata nel valorizzare le opere di Consortini».
La parrocchia sta infatti portando avanti le volontà testamentarie di Consortini. «E’ stata allestita una prima parte della casa del Consortini - aggiunge – con l’esposizione delle opere principali, alcune decine di pezzi, che sono però circa il dieci per cento di tutto quello che lui ha prodotto, si tratta di un progetto in itinere». La parrocchia ha cercato in questi anni di mantenere viva la memoria dell’artista.
C’è anche un’associazione, gli “Amici della casa museo Consortini”, fondata in seno alla parrocchia, che funge da punto di riferimento per tutto quel che riguarda la casa-museo di Raffaello Consortini.
«A supporto della parrocchia - prosegue Bigongiali – il comitato di quartiere sta cercando di sollecitare le persone, solleticando anche l’orgoglio della gente, dicendo “diamo una mano”, mettiamo a disposizione un po’ di tempo nei fine settimana per le aperture, nei pomeriggi di sabato e domenica, ipotizzo che potrebbero essere ideali due persone per pomeriggio». Insomma, fare un ulteriore passo, concreto, affinché la casa-museo Consortini diventi un punto fermo sulle guide turistiche.
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