Il presidio
I più fuggitivi? I castelfranchesi Preferiscono curarsi in altre Asl
Per loro i primi ospedali di riferimento sono Pescia e Lucca. Nel comune di Montopoli il 54% sceglie invece le strutture di Pontedera. La sanità del futuro nel Valdarno resta così un rebus
SAN MINIATO. La più alta percentuale di “fuggitivi” si trova nel comune di Castelfranco. Quando c’è da passare una visita o correre al pronto soccorso, circa 3 volte su 5 i castelfranchesi scelgono i servizi di una Asl diversa da quella di appartenenza, seguiti a stretto giro dai vicini di Montopoli. Lo dicono i dati dell’Asl 11 sui cosiddetti tassi di fuga tra i residenti nei comuni del Valdarno. Numeri che sono stati illustrati nell’ultimo consiglio comunale di San Miniato dedicato appositamente alla riforma della sanità toscana. Numeri che adesso sono diventati caldi, alla luce della riforma dell’assetto sanitario regionale che costringerà il comprensorio a scegliere in fretta dove stare.
Due le possibilità: seguire l’Asl empolese nella nuova grande Asl Toscana Centro (insieme a Firenze, Prato e Pistoia), oppure volgere lo sguardo verso il mare, verso la Asl Toscana Costa che unirà Pisa, Lucca, Massa e Livorno. In attesa di capire cosa accadrà, i cittadini hanno da tempo indirizzato le loro scelte nel campo dei servizi sanitari. Scelte che nascono da abitudini antiche, dettate spesso ma non solo dalla vicinanza geografica ad un’area piuttosto che ad un’altra, e che sono del tutto normali in una zona di confine a metà strada fra i poli principali della regione. Esemplare, del resto, il caso di Castelfranco, che tra 2010 e 2011 ha registrato un picco di “fuga” del 61%, poi sceso negli ultimi anni fino al 54% del 2014. A determinare questi numeri, da un lato, l’abitudine diffusa tra gli abitanti del capoluogo a servirsi del vicino ospedale di Pontedera, ma soprattutto dalla presenza, entro i confini del comune, di un’area che poco ha a che vedere col Valdarno: quella delle frazioni, dove il primo ospedale di riferimento rimane quello di Pescia, seguito da Lucca e in terzo luogo da Pontedera.
Diverso il caso di Montopoli, dove invece si guarda quasi esclusivamente verso il Pisano: 56% il tasso di fuga nel 2010-2011, poi sceso al 54. Più contenute ma pure sempre rilevanti le fughe di santacrocesi e sanminiatesi: 41% gli abitanti di Santa Croce che nel 2014 si sono fatti curare fuori dall’Asl 11, seguiti dal 37% di San Miniato. «A prescindere dalla scelta – hanno ripetuto in coro i sindaci – l’obiettivo dovrà essere quello della qualità dei servizi».
In ogni caso, del resto, niente impedirà, anche in futuro, di servirsi di un’Asl diversa da quella di appartenenza. Eppure, la partita non è di poco conto e neppure di facile soluzione, come dimostra il documento del Pd di Montopoli inviato a fine maggio a tutti i sindaci e altre segreterie democratiche del Cuoio, nel quale si sottolinea la necessità di aderire alla nuova Asl della Costa anziché confluire in una collocazione «che – dicono da Montopoli – ci renderebbe più deboli». Non sembra pensarla così il primo cittadino di San Miniato Vittorio Gabbanini, che ha ribadito la qualità del servizio dell’Asl empolese e quindi la necessità di proseguire assieme. Quel che è certo, è che in ogni caso la scelta dovrà essere univoca, per non togliere al Valdarno quel peso demografico e politico che rappresenta l’unico mezzo per non diventare periferia.
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