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Suicidio assistito in Svizzera: la Procura di Pisa ha aperto un'inchiesta

Suicidio assistito in Svizzera: la Procura di Pisa ha aperto un'inchiesta

C'è stato un esposto dei familiari. Il reato ipotizzato è quello di omicidio del consenziente

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PONTEDERA. C'è un'inchiesta sul suicidio assistito chiesto ed ottenuto in una clinica svizzera, all'insaputa dei familiari, da un ingegnere di quasi 76 anni di Pontedera scomparso alcuni giorni fa. Il reato ipotizzato per il fascicolo aperto al momento contro ignoti è quello di omicidio del consenziente, strettamente legato all'eutanasia. La conferma arriva dalla Procura di Pisa che sta indagando e ha disposto una serie di accertamenti interessando anche la polizia internazionale. Dai primi riscontri effettuati risulta che l'uomo soffrisse di patologie di livello medio (mentre per accedere al protocollo dell'eutanasia svizzera occorrerebbe essere malati terminali). Tuttavia, saranno acquisite cartelle cliniche in Italia e altri atti in Svizzera, nella clinica dove l'uomo è andato a morire.

IL PRECEDENTE: IL CASO DELL'EX MAGISTRATO CALABRESE

Sui conti correnti del pensionato sono stati trovati i pagamenti necessari al ricovero nella clinica svizzera. Quando il figlio ha avuto i primi sospetti e ha cominciato a temere per le sorti del genitore era tardi. Quest’ultimo li aveva già lasciati, per sempre. Si sono rivolti alla polizia e ne hanno denunciato la scomparsa. Ma pochi giorni dopo hanno ricevuto una lettera che l’uomo ha spedito loro prima di andare incontro alla morte.

PER APPROFONDIRE: RICHIESTE IN AUMENTO, SEMPRE PIU' ITALIANI IN SVIZZERA

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