La sindaca passa alle querele dopo il falso allarme scabbia
SANTA CROCE SULL’ARNO. Certe affermazioni sulla diffusione della scabbia a Santa Croce sull’Arno considerata a livelli da emergenza sanitaria avevano mandato su tutte le furie la sindaca, Giulia...
SANTA CROCE SULL’ARNO. Certe affermazioni sulla diffusione della scabbia a Santa Croce sull’Arno considerata a livelli da emergenza sanitaria avevano mandato su tutte le furie la sindaca, Giulia Deidda. Non solo erano prive di fondamento, come si affrettarono a spiegare Comune e Asl in una nota, ma anche offensive nei confronti della prima cittadina. Nei post apparsi su Facebook e cancellati in fretta e furia dagli interessati (ma niente può essere fatto sparire dalla piazza virtuale creata da Mark Zuckerberg) si mettevano in collegamento le politiche del Comune con la presunta diffusione della malattia. E si arrivava ad insinuare che la prima cittadina, adottando interventi in favore dei migranti richiedenti asilo, fosse in qualche modo responsabile della diffusione della malattia.
«Questa voce non trova conferma nelle notifiche di malattie infettive e diffusive che i medici sono obbligati a fare qualora accertino o addirittura sospettino un caso», si erano affrettate a dire Asl e Comune. «Si può rilevare che nello stesso territorio comunale in questi ultimi tre mesi sono stati notificati 4 casi. La loro entità e il loro profilo epidemiologico escludono assolutamente una situazione di epidemia», aveva tenuto a spiegare in Comune il giorno della pubblicazione dei post considerati diffamatori e che rischiavano di creare un allarme non giustificato.
A distanza di giorni, anche se la notizia è stata mantenuta nella massima riservatezza, la sindaca, che aveva dato mandato ad un legale di verificare se c’erano gli estremi per presentare una querela per diffamazione o per procurato allarme, ha deciso di tutelarsi dal punto di vista legale. Ha così querelato gli autori dei post per diffamazione. Sono due trentenni, un uomo e una donna, di Santa Croce sull’Arno.
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