Il Tirreno

Pontedera

Aggredita nel sonno e schiaffeggiata da tre malviventi

di Sabrina Chiellini
Aggredita nel sonno e schiaffeggiata da tre malviventi

Incursione notturna in una villetta nella zona dell’ospedale «Mi hanno immobilizzato e tappato la bocca». Per 60 euro

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. «All’inizio ho pensato di sognare... Non mi sono subito resa conto bene di quello che succedeva. Un uomo mi ha messo la mano davanti alla bocca per farmi stare zitta e urlava che voleva i soldi». Graziella Ciompi, 73 anni, residente a Pontedera, l’altra notte si è trovata faccia a faccia con tre ladri entrati in casa sua, una villetta nella zona vicina all’ospedale Lotti. Per entrare i malviventi hanno fatto saltare, forse con un trapano, il cilindro di una porta fatta di legno.

Sono andati diretti verso la camera da letto della pensionata. Hanno rovistato ovunque, tirando fuori dagli armadi quello che c’era. «Poi mi hanno svegliato – aggiunge la donna quasi piangendo – mi sono sentita strattonare. Uno, quello più alto, mi ha schiaffeggiato, cercava soldi che non avevo. Alla fine hanno preso la borsa con 60 euro. Ma credo che abbiano portato via anche alcuni oggetti d’oro che avevo sul comò». Nel frattempo il figlio della pensionata è stato svegliato dalle urla della donna. Anche lui ha impiegato alcuni minuti per realizzare cosa stava succedendo nella camera accanto alla sua. «Quando ho capito che mia madre stava chiedendo aiuto ho cercato di andare di corsa nella sua camera da letto, ma quando sono arrivato alla porta della mia mi sono reso conto che era bloccata. Qualcuno la stava tenendo dall’altra parte per impedirmi di uscire. Poi devono avere cambiato decisione e quando hanno visto che mia madre non aveva altri soldi sono andati via dopo avere preso la sua borsa». Subito dopo madre e figlio hanno chiamato i carabinieri segnalando la presenza dei ladri nella loro casa. Quello che era iniziato come un furto potrebbe anche configurarsi come rapina, visto che la donna ha un labbro tumefatto come conseguenza dello schiaffo subìto e per avere avuto a che fare con il malvivente che cercava di tapparle la bocca per impedirle di urlare.

«Non sarà facile dimenticare – dice la donna – quell’uomo che chiedeva soli, che urlava».

Ieri mattina i carabinieri hanno effettuato un sopralluogo nella palazzina visitata dai ladri. Hanno però spiegato a madre e figlio che non è stato possibile trovare impronte. I malviventi indossavano forse dei guanti.

Scoprire gli autori dei furti non è cosa semplice per le forze di polizia che hanno bisogno dell’aiuto e delle segnalazioni immediate dei cittadini.

«Forse se avessi chiamato i carabinieri subito, quando ho sentito mia madre gridare – si rammarica l’uomo – li avrebbero sorpresi in casa. Invece mi sono preoccupato per mia madre, che non le facessero niente di male».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino