Meteo
Sicura e senza imbarazzi conferma tutte le accuse
Il processo per il presunto stupro a base di Ghb. «Quella sera con la mia amica entrambi fecero sesso». Il giudice la rimprovera: «Racconto senza emozioni»
PONTEDERA. La voce ferma, i ricordi nitidi. Anche quando cade in contraddizione nel ricostruire i momenti successivi all’incontro in villa, la testimone chiave del processo per il festino estivo con presunta violenza sessuale ai danni di una ventenne di Pontedera, riesce poi a riprendere il filo del racconto senza tradire imbarazzi, perfino quando descrive i momenti dell’amplesso a tre, avvenuto nelle docce vicino alla piscina, nella villa a Santa Maria a Monte di proprietà di uno dei ventenni sotto accusa. Durante un lungo esame durato più di un’ora, davanti al primo collegio del tribunale di Pisa, presieduto dal giudice Pietro Murano, la giovane istruttrice di equitazione mette insieme i vari tasselli della serata, risalente ormai ad un anno fa: era il primo luglio 2014. Una brutta storia che ha stravolto, comunque si concluda il processo, la vita dei quattro protagonisti. La giovane sa bene che una parte del processo ruota intorno alle sue accuse, oltre alla prevedibile “battaglia” dei consulenti sulla presenza della droga dello stupro, il Ghb, nella bottiglia di vodka e nelle due bottigliette di Schweppes sequestrate dalla polizia a distanza di alcuni giorni dal fatto. La vittima, anche dopo mesi, non ha ricordi della serata, come ha ripetuto in tribunale nell’udienza del marzo scorso.
Tutti gli occhi - l’udienza è stata colorata dalla presenza di numerosi supporter degli imputati - sono rivolti verso la testimone, che non abbassa mai lo sguardo: jeans e maglietta di pizzo, appare fin troppo sicura. Tanto che il giudice, alla fine, le rimprovera una ricostruzione «senza sentimento». Davanti a lei ci sono gli imputati, Edoardo Nieri e Mattia Rizza, poco più che ventenni, di Pontedera: il 9 agosto scorso sono stati arrestati e da primavera sono agli arresti domiciliari con il permesso di recarsi al lavoro. Sono accusati di violenza sessuale di gruppo dopo aver, secondo l’accusa, somministrato alla vittima, una loro coetanea, una bevanda con dentro una sostanza stupefacente, il Ghb appunto. E così la storia comincia con l’incontro al Cineplex, gli amici che vanno alla villa, il nonno di uno dei due che li accoglie. Il bagno in piscina. L’amica innamorata di Edoardo che, dopo pochi minuti, accetta le sue avance. Bevono, i quattro amici, ormai non ci sono dubbi. La vodka e le Schweppes che Edoardo tira fuori dal suo zaino e qualche bicchiere di vino, offerto dal padrone di casa. «Non ho bevuto la Schweppes, ma la mia amica sì. Era seduta con il capo reclinato indietro, Edoardo e Mattia la facevano bere». Poi la vittima si trasferisce con Edoardo nelle docce. Mattia tenta di baciare la testimone che lo allontana. Edoardo è con la vittima nelle docce, hanno un rapporto. A loro si unisce Mattia. I due si sarebbero scambiati nei rapporti. «Ho provato a separarli, ho tentato di tirarla via ma lei non ha voluto. “No, lasciami stare”, mi ha detto. Hanno cercato di coinvolgere anche me, ma mi sono rifiutata». Poi, la vittima, che aveva bevuto abbastanza, si sente male. La rivestono in fretta e furia e tornano a Pontedera. Nel tragitto Edoardo la riprende col telefonino mentre vomita. La stessa testimone scatta una foto all’amica sul divano di casa.
Nella prima versione di quella notte fornita alla polizia era stato detto che i ragazzi non si erano preoccupati di riaccompagnarle a casa. Non è stato così. Nei messaggi che si sono scambiate le due amiche si dice: “Sono stati bravi con te, ti hanno aiutata...”. La mattina successiva però la testimone scrive un sms di rimprovero all’amica: “Ti ricordi che sei andata con tutti e due?”. Quali meccanismi si siano innescati da quel momento in poi resta un interrogativo del processo. La vittima non ricorda. Le accuse sono gravi e pesanti.
«Ma è un racconto senza sentimento, senza partecipazione, senza dialoghi. Ho visto un film muto, lei ha ripetuto meccanicamente i movimenti in piscina, la doccia. Ha bevuto quella sera? Non c’è niente che l’ha colpita?». «Ho bevuto ma ero cosciente, ricordo», replica la testimone mentre scoppia in lacrime e ammette che vorrebbe rimuovere tutto di quella sera.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
