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Pagni (Rsu Smith): «I voti al piano? Figli della responsabilità»

SALINE DI VOLTERRA. «Non un accordo trionfale, ma l'unico possibile». Andrea Pagni bolla così il piano presentato dalla Smith Bits e aggiustato con sindacati e istituzioni raggiunto mercoledì scorso...

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SALINE DI VOLTERRA. «Non un accordo trionfale, ma l'unico possibile». Andrea Pagni bolla così il piano presentato dalla Smith Bits e aggiustato con sindacati e istituzioni raggiunto mercoledì scorso al ministero dello sviluppo economico e ratificato dall'assemblea dei lavoratori il giorno dopo con 144 voti a favore e 7 contrari.

Un accordo che prevede il rientro a lavoro per 78 dipendenti dal 25 luglio e per gli altri la cassa integrazione straordinaria per un anno, in attesa che Governo, Regione, Eni, Enel e Schlumberger trovino un accordo per la creazione di un polo della meccanica e la logistica all'interno della fabbrica di Saline. Dando, in questa maniera, ulteriori posti di lavoro. Uno scenario non ecdezionale, visto che oltre cento lavoratori non rientrano più nei piani dell'azienda. «Il giudizio che do, seppur positivo, non è certamente esaltante - riprende Pagni tirando le somme della settimana decisiva per la vertenza - Il nostro stabilimento ne esce fortemente ridimensionato. Facendo le debite considerazioni, è con la realtà che bisogna confrontarsi e questa inizialmente prevedeva la chiusura dello stabilimento. L’aspetto positivo è che fondamentalmente l’azienda accoglie le nostre proposte iniziali, esposte fin dal primo incontro a Pisa, inizialmente rifiutate: salvaguardia del sito produttivo, ritiro della mobilità e ripristino degli ammortizzatori sociali».

Questo potrebbe essere uno dei tasselli per dare speranza non solo agli esclusi dalla produzione di Smith, ma anche a tutta la Valdicecina come alcuni sindaci hanno auspicato in tutte queste settimana di tira e molla, in cui, secondo Pagni, l'azienda è passata da «una rigidità iniziale» a «un cambiamento e disponibilità a rivedere la propria posizione per presentare un piano industriale». Il voto dei lavoratori, poi, è un altro passaggio chiave della vicenda. L'ok scontato ha lasciato amarezza tra i dipendenti per i tanti esuberi dichiarati. Ma secondo Pagni, i 144 voti a favore hanno detto una cosa sostanziale, «l’alto senso di responsabilità dei dipendenti, che hanno preferito puntare alla salvaguardia del sito produttivo più che valutare il merito dell’accordo. D'altra parte cosa sarebbe successo se avessimo rifiutato l’intesa? Saremo rimasti in “libertà”, senza stipendio e contributi fino al 25 luglio, termine della scadenza della procedura di mobilità ancora in essere. Ma poi saremmo andati tutti i 193 in mobilità, dando il pretesto a Smith di chiudere e vanificando tutto il confronto fatto a partire dal 27 aprile. Ora ci aspettano altri confronti durissimi in cui ribadiremo con forza la necessità di dare un lavoro e un sostegno a quante più persone possibile. È nostro dovere politico, sindacale, ma soprattutto morale riuscirci».

Andreas Quirici

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