Il Tirreno

Pontedera

Per sopravvivere l’artigianato etrusco si reinventa sul Colle

di Gianni Bianchi
Per sopravvivere l’artigianato etrusco si reinventa sul Colle

Volterra: apre la nuova bottega Elisa, l’erede del Pupo E da Luca arriva la linea di gioielli con materiali del territorio

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VOLTERRA. Nuova linfa per l’artigianato volterrano, che si rigenera per non morire. Nipote d’arte raccoglie l’eredità dello zio nel campo della scultura in oro bianco. E ancora un orefice lancia una linea nuova di gioielli basata sui materiali tipici del territorio.

«Sono cresciuta nella polvere d’alabastro - racconta Elisa Grandoli, scultrice, quarant’anni, che i primi di luglio aprirà la sua bottega di albastro al civico 4 di via di Sotto – il mio babbo e il mio nonno sono alabastrai, mio zio Aulo, detto “il Pupo” idem, infatti è il laboratorio di mio zio che andrò a occupare».

Una spinta a fare questa scelta è giunta anche dal Comune di Volterra, proprietario del fondo al civico 4 di Via di Sotto, nel quale anni è sorto il laboratorio del “Pupo”. «Quando mio zio, che ha oltre ottant’anni ha deciso che avrebbe lavorato da casa – per Aulo Grandoli l’albastro non è solo un lavoro è un passione - non più a bottega, qualche mese fa, mi è stato chiesto se volevo subentrare, la proposta me l’ha fatta direttamente il sindaco». Elisa ci pensa. Poi accetta, lei che ha fatto la scuola d’arte. «Ho sempre bazzicato il laboratorio del mio babbo Velio, per divertimento, per fare cose mie, mi ripeto, per passione, alla fine ho deciso di accettare», continua.

Così la centenaria tradizione dell’alabastro portata avanti dalla famiglia Grandoli, da Velio, da suo padre, e da Aulo detto “il Pupo” passerà anche dalle mani della figlia, e nipote, Elisa. Finalmente pronta a trasformare l’albastro in animali, oggetti, busti e quant’altro. «Si, sto imparando da mio zio “Pupo” la sua tecnica», prosegue Elisa Grandoli.

E pure Luca Casini si reinventa. Per continuare la sua attività. «Ho pensato di cambiare i miei riferimenti - racconta l’orafo volterrano Luca Casini, titolare della bottega “Cercando l’oro” di Via Guarnacci – prima di aprire la mia bottega, nel 2001, ho lavorato con la cooperativa Fabula Etrusca, ho fatto per molto tempo gioielli che prendevano ispirazione da modelli dell’antichità etrusca, ora – sottolinea Luca – ho deciso di ripartire da zero con un nuovo approccio creativo, creando cose che nascono da una mia intima riflessione, utilizzando materiali come l’alabastro, la pietra, certi legni, su una base d’argento, una nuova fase caratterizzata dall’utilizzo di materiali poveri, tipici del territorio, non legati alla moda».

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