Il presidio
Ex Rizzi, diciotto lavoratori saranno riassorbiti da Nappi
Procede intanto positivamente la trattativa per gli ammortizzatori sociali Sembrano destinati a rimanere a piedi i dipendenti della carpenteria pesante
MONTOPOLI VALDARNO. Dovrebbero essere riassorbiti per tre quarti i lavoratori della ex Rizzi, l’azienda di Capanne specializzata in macchinari per conceria che ha avviato la procedura per la cessazione dell’attività. Al suo posto la nuova Rizzi Flamar, subentrata dopo il recente affitto d’azienda, che dovrebbe riassorbire nelle prossime settimane buona parte dell’organico della vecchia società. Unica eccezione, quasi sicuramente, il reparto della carpenteria pesante, i cui dipendenti (poco meno di una decina) sembrano destinati a rimanere a piedi. Il tutto mentre prosegue la partita degli ammortizzatori sociali, anche se i primi contatti sembrano avviati verso un esito positivo.
Questo il quadro della situazione dopo l’incontro di ieri mattina fra i rappresentanti sindacali e i proprietari del celebre marchio che ha fatto la storia dei macchinari per conceria. Una storia, quella della Rizzi, iniziata a Modena addirittura nel 1857, e finita da alcuni anni nelle mani di un imprenditore montopolese che aveva riunito sotto un unico marchio lo stabilimento modenese e quello di Fontanelle. Pochi mesi fa, l’annuncio di voler chiudere definitivamente la sede di Modena: 22 i dipendenti rimasti senza lavoro, che la scorsa settimana sono arrivati a Capanne per portare la loro voce fin sotto le finestre della proprietà, messa sotto accusa per gli stipendi arretrati e per la mancanza di risposte sul fronte della mobilità. Nel frattempo, però, la Rizzi Spa (trasformata intanto nella nuova Itm) aveva già annunciato di voler cessare l’attività anche nello stabilimento di Montopoli, che conta altri 36 dipendenti. Da qui l’affitto di ramo d’azienda al gruppo campano Nappi Gruop, che dalla scorsa settimana è subentrato con il nuovo nome Rizzi Flamar: solo 9, per adesso, i dipendenti riassorbiti.
«Per gli altri 27 – spiega Stefano Benvenuti della Cgil – è in corso la trattativa per l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Trattativa che avrà un nuovo incontro nei prossimi giorni, anche se la disponibilità dimostrata dalla controparte lascia ben sperare».
L’auspicio, per i sindacati, è che si possa raggiungere l’accordo per la cassa integrazione, rinviando nel tempo la strada della mobilità. «Parallelamente – riprende Benvenuti – stiamo cercando di conciliare tutto questo con la volontà della nuova azienda di riassorbire buona parte dei dipendenti. Al momento si parla di 17, forse 18 persone che tornerebbero al lavoro con la Rizzi Flamar, la quale andrà ad assumere pescando dalla cassa integrazione o dalle liste di mobilità. Del resto le commesse ci sono e quindi la nuova società sembra propensa a ripartire velocemente».
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