Niente licenziamento collettivo, al lavoro 78 operai
Saline: dall'incontro al ministero la decisione di Smith di attivare degli ammortizzatori sociali per i lavoratori in eccesso e trenta giorni di tempo per trovare una soluzione definitiva.
VOLTERRA. Ritiro della mobilità, 78 a lavoro, attivazione degli ammortizzatori sociali per quelli in eccesso e trenta giorni di tempo per trovare una soluzione definitiva. Sono questi gli elementi fondamentali emersi dall'incontro al ministero dello sviluppo economico (Mise) sulla vertenza di Smith Bits tra sindacati e istituzioni da una parte e azienda dall'altra.
Un incontro durato a lungo in cui più che un vero e proprio piano industriale, l'amministratore delegato dell'impresa di Saline di Volterra, Giuseppe Muzzi, ha spiegato la strada che la multinazionale ha intenzione di seguire: ritiro della mobilità e rientro a lavoro 78 operai necessari alla produzione dei Big bits, gli scalpelli per perforazioni petrolifere con diametro superiore ai 18 millimetri. Per quelli in eccesso scatterà la cassa integrazione ordinaria per i prossimi 30 giorni e successivamente quella straordinaria. Il tutto a patto che venga ripristinata la normale circolazione di persone e merci, come richiesto dallo stesso Muzzi.
Fino al 25 luglio avverrà la discussione e il confronto sugli elementi aggiuntivi dell'accordo come incentivi all'esodo, corsi di formazione, riconversione di alcuni ambiti dell'azienda per provare a inglobare un numero superiore di lavoratori rispetto ai 78 indicati da Smith Bits.
Nel frattempo è prevista la costituzione di un ulteriore tavolo con Enel, Eni, Istituzioni e la multinazionale Schlumberger che controlla Smith, per capire quali altre attività poter collocare a Saline, nell'ottica dello sviluppo e salvaguardia occupazionale.
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