Il Tirreno

Pontedera

La fame di lavoro porta verso Dubai e Messico

di Giacomo Pelfer

Aziende si danno appuntamento a Castelfranco di Sotto con la rappresentante della Camera di Commercio negli Emirati Arabi. «Supporti per evitare avventure»

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CASTELFRANCO DI SOTTO. La fame di nuovi mercati fa sedere tutti allo stesso tavolo. Da un lato le aziende che hanno sempre lavorato col mercato nazionale (e che adesso scontano tutti gli effetti del crollo della domanda interna). Dall’altro le aziende più strutturate e in salute, già abituate a lavorare con l’export ma allo stesso tempo consapevoli di non potersi fidare del futuro, e quindi decise ad allargare il raggio d’azione verso i nuovi mercati emergenti. Una spinta che accomuna tutti e che guarda soprattutto ad Oriente, verso la clientela facoltosa dei paesi arabi, ma anche verso orizzonti non del tutto esplorati come quelli dell’America latina.

È con questo obiettivo che una ventina d’aziende (in gran parte toscane ma non solo) sono arrivate tra mercoledì e giovedì a Castelfranco, allo studio dell’avvocato Anna Mallozzi, rappresentante della Camera di Commercio italiana negli Emirati Arabi con sede a Dubai. «Il nostro è un ruolo di collegamento – ci spiega – pensato per mettere in comunicazione le aziende italiane con la Camera di Commercio di Dubai, a sua volta collegata con l’ambasciata e con il consolato. Siamo un punto di riferimento, in Toscana ma non solo, per tutte le aziende che hanno intenzione di allargarsi nei paesi arabi dove c’è grande richiesta di prodotti italiani di qualità medio-alta: l’abbigliamento, il cibo, ma anche la nostra tecnologia e il lavoro dei nostri architetti».

L’importante, però, è sapere che partire allo sbaraglio potrebbe essere rischioso: «Il nostro compito – riprende Mallozzi – è evitare che le aziende si avventurino in una realtà così diversa e complessa. Per questo la Camera di Commercio di Dubai si avvale di avvocati e commercialisti in grado di fornire supporto giuridico, legale e fiscale».

Diciotto le imprese che hanno preso parte agli incontri dedicati agli Emirati Arabi: si va dall’arredamento alla cosmetica, dall’abbigliamento all’olio d’oliva (presenti anche il consorzio produttori di Forcoli e la società agricola Pieve De’ Pitti di Terricciola), fino ad arrivare addirittura al vetro di Murano. «Per queste aziende creeremo un ufficio commerciale a Dubai incaricato di stringere rapporti con gli operatori locali», spiega l’avvocato Mallozzi. Accanto al suo studio, nei locali di Villa Malsi in via Calatafimi, ha sede anche la società di Andrea Fiaschi, specializzato nel commercio di vini e prodotti alimentari, che avrà il compito di far conoscere il tartufo sulla tavole degli emiratini. Lo stesso Fiaschi, però, è anche rappresentate toscano per Camera di Commercio Italiana in Messico: a lui, infatti, si sono rivolte mercoledì altre otto aziende del settore alimentare che a febbraio voleranno alla fiera “MexItalia”, tra le quali troviamo anche la Bocelli Family Wines. Alla luce di questi incontri, la priorità per tutti resta quella di guardare verso nuovi orizzonti. «Ci sono aziende in difficoltà che non riescono a reggersi con il mercato italiano – spiega l’avvocato Mallozzi – e per le quali i nuovi mercati rappresentano una scelta obbligata. Ma ci sono anche aziende strutturate, con buoni fatturati, che in base alle proprie previsioni temono una contrazione nei prossimi anni. A spaventare, nel futuro del mercato italiano, è soprattutto la crescente difficoltà a saldare i pagamenti, unita alla burocrazia e ad un sistema giudiziario che certo non aiuta. Da qui la volontà di cercare subito nuovo fette di mercato fuori dal nostro paese».

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