Il presidio
Lassù c’era bisogno del fotografo migliore
Morto improvvisamente Vittorio Silvi. Aveva 73 anni. Suoi gli scatti più belli dell’alluvione del 1966 a Pontedera
PONTEDERA. Se n’è andato nel sonno, la notte fra lunedì e ieri, il noto fotografo Vittorio Silvi, 73 anni.
Il tipo di morte che desiderava, in punta di piedi, senza essere d’ impiccio a nessuno, commentava con gli amici quando scherzava sulla vecchiaia. L’arte della fotografia lo aveva accompagnato dalla metà degli anni Cinquanta: era un bambino quando iniziò come commesso nello storico negozio “Bucci foto” in corso Matteotti a Pontedera. Lì imparò tecnica e mestiere di fotografo e commerciante.
Nel novembre del 1966 a Pontedera ci fu l’alluvione e lui si trovava in negozio. Non esitò un attimo a prendere la vecchia Rolleiflex e ad iniziare a scattare. Fra le tante una divenne l’immagine simbolo dell’alluvione: una damigiana che correva accompagnata dall’ondata di piena lungo corso Matteotti a pochi metri dalla porta d’ ingresso del negozio. Una foto in bianco e nero che lo ha accompagnato fino ad oggi.
Negli anni Sessanta si sposò con Nadia e al ritorno dal viaggio di nozze decise di aprire con lei un negozio nella centralissima via Roma. Quello divenne il simbolo della fotografia a Pontedera. Intere generazioni sono state immortalate dalla sua macchina fotografica. Alcuni clienti che lui aveva fotografato al battesimo li aveva ritrovati poi come sposi e in seguito come genitori. Tutti lo conoscevano. Il suo negozio è stato un punto di riferimento per fotoamatori e non. Quando pensava alle fototessere che aveva fatto diceva che più di mezzo archivio dell’ufficio anagrafe di Pontedera era composto da foto scattate da lui. Poi, negli anni Novanta lasciò via Roma per insediarsi nella galleria del centro commerciale Panorama. Da quel momento in poi gli si affiancarono i figli Luca e Laura. Fu uno dei primi a stampare le foto in un’ora, a colori. Lui che veniva dal bianco e nero non gli sembrava vero. Il cuore, però, lo aveva lasciato in centro a Pontedera e così, a metà del 2000, vi ritornò, in via della Misericordia, vicino al Duomo.
Iniziò a prendersi un po’ di tempo per sé, per la moglie e per il nipote, Marco, figlio di Laura e Massimo. Ma la mattina alle 9 in punto era lui che apriva, anticipando sempre i figli. La passione, anche se in pensione, gli era rimasta. Il destino ha voluto che la camera ardente si trovi proprio davanti al suo negozio, nella cappellino della Misericordia a Pontedera, come se vegliasse su quella saracinesca che da oltre 60 anni apriva ogni mattina.
Il funerale è in programma oggi alle 17 in Duomo a Pontedera.
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