Il Tirreno

Pontedera

Otto ore per farsi visitare odissea al pronto soccorso

Otto ore per farsi visitare odissea al pronto soccorso

La denuncia di una donna che si è rivolta all’ospedale Lotti: «Avevo fame e ho scoperto che non hanno cibo per celiaci». L’Asl: «È stato un equivoco»

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PONTEDERA. Una celiaca al pronto soccorso di Pontedera chiede alimenti adatti alla sua malattia, ma nessuno riesce a soddisfare la sua richiesta. «Si faccia portare qualcosa da fuori», è la riposta che riferisce di aver avuto Miriam Ansaldi, cascinese, che l’altro giorno, per un dolore addominale, è stata all’ospedale per otto ore e mezza. La donna ha denunciato l’accaduto dicendo che, all’ospedale Lotti non ci sono alimenti per celiachi. Ma dall’Asl 5 di Pisa spiegano che «in ogni reparto vengono serviti pasti per chi soffre di questa malattia e ne fa esplicita richiesta. Probabilmente quello successo alla signora è stato frutto di un equivoco, legato al fatto che si trovasse al pronto soccorso dove, in effetti, i distributori di snack e merendine non hanno prodotti adatti ai celiachi». Secondo quanto spiegato, infatti, gli alimenti per i malati di celiachia non vengono più inseriti nei distributori interni all’ospedale, «perché ne venivano consumati pochissimi e finivano per scadere, provocando uno spreco di denaro», continuano dall’Asl. Fatto sta che il racconto della donna definisce una situazione chiara: «Sono rimasta al pronto soccorso dalle 14 alle 22. Quando ho chiesto di mangiare mi hanno portato the e fette biscottate. Ho segnalato la mia malattia mi è stato risposto che non avevano altro a disposizione e che se volevo qualcosa di adatto alla mia condizione avrei dovuto farmelo portare da casa. E quando ho provato a protestare, mi hanno detto che quello è ciò che passa il convento». La celiachia è una malattia autoimmune dell’intestino tenue che è scatenata dalla gliandina, una sostanza contenuta nel glutine e che, a sua volta, si trova nel frumento, nell’orzo, nella segale, nel farro e in altri cereali minori. Generalmente provoca diarrea cronica, ritardo nella crescita nei bambini e stanchezza. Secondo il sito Celiachiaitalia.com, una persona su cento in Italia è celiaca. «Credo che nel 2015, dopo che dieci anni fa è stata fatta una legge che tutela chi è affetto da questa malattia ad avere un pasto senza glutine in ogni mensa pubblica – spiega la cascinese – un fatto come quello che mi è successo all’ospedale di Pontedera sia assurdo. Praticamente sono rimasta senza mangiare tutto il giorno, visto che il dolore addominale mi era cominciato la mattina, impedendomi di pranzare. Certo, nel the c’era lo zucchero, ma non si può pensare di trascorrere un’intera giornata solo con questo. Infatti avevo giramenti di testa e svenimenti. Dovuti, ovviamente, alla mancanza di cibo nel mio organismo».

Andreas Quirici

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