Crisi della ditta Rizzi, manifestazione a Montopoli
Cartelli e striscioni dei dipendenti della sede modenese davanti al capannone dove verrà concentrata l'attività
MONTOPOLI Presidio di protesta, nella mattinata di martedì 16 giugno, davanti i cancelli della Rizzi Spa di Montopoli, azienda metalmeccanica specializzata nella produzione di macchine per conceria. Davanti alla sede di via Meucci, nella zona industriale di via Fontanelle, una ventina di dipendenti partiti alle 5 di mattina da Modena: sono i lavoratori della sede storica della Rizzi, nata nella città emiliana nel lontana 1957.
Sede storica di cui la proprietà (oggi interamente toscana) ha deciso dall’inizio di quest’anno di fare definitivamente a meno, chiudendo lo stabilimento modenese per trasferire l’intera produzione nella sede di Montopoli. Da qui la protesta dei dipendenti (22 in tutto), arrivati nella zona industriale di Fontanelle armati di cartelli, fischietti e tanta rabbia. I lavoratori, infatti, denunciano ritardi nel pagamento degli stipendi ormai dallo scorso febbraio, a cui si aggiunge la mancanza di risposte certe da parte della proprietà.
Dopo la definizione della cassa integrazione straordinaria per cessazione dell’attività, infatti, la proprietà avrebbe disertato – raccontano lavoratori e sindacati – i successivi incontri convocati negli uffici della Provincia di Modena, senza alcuna certezza, quindi, su un’eventuale procedura di mobilità che permetterebbe ai lavoratori di cercare una nuova occupazione.
La protesta degli operai modenesi avrebbe colto di sorpresa i colleghi (circa una trentina) della sede di Montopoli, dove la proprietà, recentemente, ha deciso di procedere ad un affitto di ramo d’azienda, per una parte della produzione, a favore della Nappi Group, di cui proprio in questi giorni è spuntata l’insegna davanti all’ingresso di via Meucci.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
