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Pontedera

anima dell’incubatore, da 16 anni era direttore generale: la lettera di saluto

Alessandro Giari lascia il Polo tecnologico di Navacchio

Alessandro Giari lascia il Polo tecnologico di Navacchio

NAVACCHIO. Dopo 16 anni Alessandro Giari saluta gli amici imprenditori e manager e se ne va dal Polo tecnologico di Navacchio. Personaggio chiave della nascita e dello sviluppo dell'incubatore d'impr...

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NAVACCHIO. Dopo 16 anni Alessandro Giari saluta gli amici imprenditori e manager e se ne va dal Polo tecnologico di Navacchio. Personaggio chiave della nascita e dello sviluppo dell'incubatore d'impresa e della realtà in cui sono cresciute aziende di riverca e innovazione, Giari ha comunicato di aver cessato la funzione di direttore generale e procuratore che ricopriva da poco tempo, dopo aver svolto il ruolo di amministratore unico, presidente e amministratore delegato. Il saluto in una lettera in cui non si scorgono risvolti polemici o addii al mestiere di creare qualcosa di nuovo. Giari, infatti, chiude dicendo «sia chiaro, non è che vi sto trasferendo un commiato. Solo la chiusura di una fase di vita e di lavoro. Niente pensione... Ci rivedremo presto, perché forse avrò ancora qualcosa di nuovo da proporvi».

Secondo le parole del manager, per lui quella del Polo di Navacchio è stata «un’esperienza che mi ha permesso di entrare in contatto con realtà, con persone, con approcci metodologici di un lavoro diverso da quello tradizionalmente conosciuto, dove la competenza, il talento, la nitidezza degli obiettivi sono, malgrado le resistenze di un sistema patologico, il vero presupposto del successo». E che «si è caratterizzata in controtendenza rispetto a molto di ciò che purtroppo osserviamo in termini negativi, nelle dinamiche economiche, ma anche in quelle sociali ed istituzionali, e che possiamo definire di basso profilo, ma che spesso sono prevalenti nell’esperienza di questa fase storica». Nella sua lettera di arrivederci, Giari definisce i soggetti con cui ha avuto a che fare in questi anni come «i migliori “traghettatori” della ricerca e della conoscenza scientifica e tecnologica nei processi di innovazione industriale necessari alla competitività sul mercato. Insomma questo Polo, per chi lo conosce, per chi lo anima, per chi lo vive è a mio parere una bella e importante realtà. Io ne sono davvero orgoglioso».

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