Sicurezza
Se le sneakers sono un gioiello
Accordo tra Chi Cubed e l’azienda Luciano Barachini: «Porteremo in Europa delle opere d’arte uniche»
VICOPISANO. Marco Barachini è a Manhattan. È raggiante: a New York si è appena concluso un accordo storico per due grandi brand, quello dell’azienda di Vicopisano e Chi Cubed. Quest’ultimo è storia per chi negli ambienti di Manhattan sceglie solo pezzi unici e realizzati a mano. Luciano Barachini è leader in Europa nel segmento dei Sandali gioiello. Per i guru di Chi Cubed è arrivata l’ora di concretizzare un progetto che da un po’ era nell’aria, l’idea di sbarcare finalmente in Europa. Ed ecco che la scelta è caduta sul brand toscano.
«In realtà non saremo gli unici a collaborare con Chi Cubed. La strategia del brand americano è quella di creare nuove partnership e co-branding per realizzare speciali edizioni limitate, curate nei minimi dettagli. I commerciali stanno finalizzando altri accordi di alto livello, soprattutto con artisti sensazionali per portare sul mercato europeo dei pezzi unici dipinti a mano».
Che significato ha per la vostra azienda affiancare il marchio ad un brand così particolare?
«È un onore e al tempo stesso una bella responsabilità. Era un tassello che ci mancava. Il mondo delle sneakers non è facile da affrontare e il miglior modo per farlo è proprio attraverso una sinergia con chi quotidianamente tiene testa alle due più grandi multinazionali dello sport».
Come sarà la sneaker Chi Cubed per Luciano Barachini?
«Manterrà i connotati del luogo in cui è nata, quelli del quartiere di Soho a Manhattan. Ma verrà personalizzata con il nostro gusto ed il nostro stile. Dopotutto ci hanno voluto per questo!».
Com’è stata questa full immersion negli studi stilistici di Brooklyn e Soho?
«Posso dire che ho avuto modo di confrontarmi con una realtà assolutamente nuova. Per me è stato come tornare a studiare, ho avuto il piacere di incontrare alcuni stretti collaboratori dei colossi americani e confrontarmi con loro sui trend sportivi della prossima Estate2016».
A proposito, avete visitato molte gallerie d'arte.
«Sì, qui in America i creativi hanno un bel modo per trovare l’ispirazione! Vivono il quotidiano, frequentano gallerie d'arte interattive dove l'artista è parte integrante dell'opera e tutto è sempre in movimento. È lì che si è sviluppata l'idea della scarpa dipinta a mano e dell'unicità di ogni sneaker. Considerare il prodotto come un’opera d'arte da esporre al Moma».
Sarà una sneaker Made in Italy il frutto della collaborazione con Chi Cubed?
«Sì, saremo sempre affiancati dai loro uffici creativi, ma seguiremo noi la parte di produzione e anche lo sviluppo dell’articolo. Abbiamo individuato nel distretto produttivo attorno a Verona aziende di alta qualità per realizzare questo progetto».
Chi Cubed realizza le sneakers su richiesta. Opere d’arte uniche, rifiutando sempre di espandersi per non rischiare di rendere il loro prodotto “commerciale”. Come si spiega questa inversione di rotta?
«Abbiamo offerto loro la possibilità di restare unici pur sbarcando oltre oceano. Crescere, internazionalizzarsi, senza perdere l’anima che li contraddistingue. Questo marchio mi ha affascinato a tal punto che credo che la loro capacità di fare ricerca unita alla nostra esperienza calzaturiera possa dar vita ad un connubio assolutamente vincente.
Dove potremo acquistare le sneakers e a partire da quando? «Sarà una distribuzione limitata ai negozi di alto profilo che facciano molta ricerca stilistica. Non escludiamo anche di realizzare delle limited edition per boutique particolari in modo da mantenere sempre l'"unicità d'acquisto". Credo che a partire da dicembre/gennaio sarà sul mercato».
Quali saranno i prossimi passi? «Abbiamo già in programma un evento con la stampa e con alcune boutique selezionate in Italia, e poi presenteremo in anteprima la collezione a Tokyo il 10 Luglio. Sarà proprio il Giappone, assieme alla Corea, uno dei nostri mercati di riferimento.
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