Il Tirreno

Pontedera

Rocchi trasferito in carcere c’è pericolo di fuga e reiterazione

di Sabrina Chiellini

L’inchiesta è partita da Livorno, il consigliere comunale è stato portato a Le Sughere L’accusa è quella di bancarotta fraudolenta: «Ha sottratto beni alla società destinata al fallimento»

2 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Si aggrava la situazione per l’imprenditore e consigliere comunale di Cascina, Alberto Rocchi, 45 anni.

L’altra sera, a seguito delle indagini dell’operazione “Labirinto” i finanzieri del nucleo di polizia tributaria della Finanza di Livorno hanno dato esecuzione ad una nuova ordinanza - emessa dal Gip del Tribunale di Livorno, Beatrice Dani - con cui è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di Rocchi, in relazione agli stessi reati di bancarotta fraudolenta accertati a seguito del fallimento della società Immobiliare Vicarello con sede a Collesalvetti.

La misura di aggravamento è stata applicata, così ha spiegato la guardia di finanza, per evitare la reiterazione dei reati, il pericolo di fuga e l’inquinamento probatorio, alla luce anche degli elementi emersi nel corso delle perquisizioni domiciliari effettuate durante l’esecuzione del primo provvedimento cautelare, applicato nella mattina di lunedì. Il consigliere è stato trasferito nel carcere Le Sughere di Livorno. I fatti per cui procede la Finanza di Livorno risalgono ad alcuni anni fa, a partire dal 2011, cioè da quando la società era fallita e il curatore fallimentare aveva scoperto che erano stati sottratti alcuni beni. Nel frattempo nei confronti di Rocchi, che era stato indagato in stato di libertà, sono state presentate altre denunce che hanno sempre a che fare con lo stesso reato, quello di bancarotta fraudolenta.

Forse era stato sottovalutato il rischio che certi atteggiamenti - il consigliere avrebbe falsificato numerosi atti - potessero ripetersi.

L’ultima denuncia è di poche settimane fa ed è stata presentata ai carabinieri della stazione di Cascina che già si erano occupati del furto di una pala meccanica, sparita dal piazzale della ditta poi fallita. Ora tutte le denunce fanno parte di un unico fascicolo che in Procura a Pisa è stato affidato al pm Aldo Mantovani.

Dopo il furto della pala, sempre utilizzando atti falsificati, l’imprenditore ha sottratto terreni, situati a Navacchio, all’azienda edile che poi è fallita e i beni, sempre con atti falsi, sono stati trasferiti a una società riconducibile allo stesso consigliere comunale. A questo punto sembra abbastanza scontata l’uscita di scena dal consiglio comunale di Rocchi. Resta invece ancora con una serie di punti interrogativi la sistemazione che verrà trovata – i servizi sociali sono stati attivati più volte – per la sorella disabile del consigliere comunale la quale ora che lui è finito in carcere è rimasta da sola con una badante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera