Il Tirreno

Pontedera

«Pronti a rinunciare al nostro stipendio»

Smith: gli operai replicano all’ultimatum dell’azienda «Non molliamo, ogni battaglia richiede anche sacrifici»

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SALINE DI VOLTERRA. «Ogni battaglia richiede sacrifici». Una frase che sa di epico, ma che Marco Gregorietti, direttamente dal presidio davanti alla Smith Bits pronuncia senza esitazioni. Il riferimento del dipendente della fabbrica di Saline di Volterra è per la decisione dell’azienda di mettere a casa i lavoratori a causa del blocco delle merci in uscita che creerebbe notevoli danni alla multinazionale. Lunedì, durante l’incontro tra vertici dell’Unione industriale e sindacati, questa era solo una eventualità. Martedì si è trasformata in un provvedimento con tanto di comunicazione ufficiale. La palla passa all’assemblea degli operai in programma oggi. Ma la sensazione è che si vada verso un muro contro muro.

Tutti dicono no. Il vento del “non molliamo” serpeggia a Saline di Volterra e in tutta la Valdicecina e si riversa su Facebook.

Dove un post in cui si fa appello all’unità nel mantenere il blocco delle merci fa incetta di “mi piace” e di commenti incentrati sul “continuiamo la battaglia”. Già lunedì, dopo la richiesta avanzata dall’azienda, per bocca di Confindustria, di allentare le maglie del presidio, l’assemblea aveva scelto la linea dura, decidendo con ampissima maggioranza in poco tempo. Oggi i lavoratori si riuniranno di nuovo con un dilemma di non facile soluzione ma, da quel che trapela, anche con le idee molto chiare. «Ci chiedono di far passare le merci – riprende Gregorietti – senza però darci niente di concreto in cambio. E questo è inaccettabile. La stragrande maggioranza di noi è disposta ad andare fino in fondo. Anche a costo di rimanere senza stipendio».

Avanti, uniti. Smith Bits, infatti, avrebbe minacciato gli operai di metterli a casa a causa della mancanza di commesse. E, il concetto di “lotta dura senza paura” sembra proprio appartenere a tutti (salvo casi isolati) i lavoratori della fabbrica di scalpelli per perforazioni petrolifere. «Su questo aspetto siamo tutti uniti e non abbiamo paura di dover rimanere senza stipendio», spiega Angelo Tani, uno dei personaggi più rappresentativi della vertenza che, tra l’altro, domenica è arrivato terzo al quarto trofeo toscano enduro Uisp che domenica scorsa si è corso a Pomarance.

Una gara che ha corso con la maglietta “No alla chiusura della Smith”, parlando della lotta dei 193 lavoratori durante la premiazione.

In attesa del piano. «Il fatto che l’azienda ci cerchi per chiederci di far passare la merce prodotta è un segnale positivo per noi – spiega ancora Tani – perché significa che il presidio e la mobilitazione in atto in Valdicecina danneggia la Smith. E’ l’unica arma che abbiamo a disposizione e ce la giocheremo fino in fondo. Non è possibile cedere alle richieste dell’azienda senza lottare. Solo quando vedremo il piano potremo prendere decisioni su cosa fare in futuro. È chiaro che solo con un numero esiguo di lavoratori in eccesso, l’attivazione degli ammortizzatori sociali, investimenti e il ritorno a Saline di lavorazioni che ci avevano tolto potremmo considerare costruttivo il piano. Diversamente sarebbero proposte da rifiutare».

Andreas Quirici

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