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FilieraCanapa mette le radici a Cascina

FilieraCanapa mette le radici a Cascina

Un progetto pilotato da Legambiente per ricavare prodotti nutrizionali, dall’olio alla farina

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CASCINA. Natura e benessere. Due pilasti importanti, che prendono sempre più piede, nella nostra vita di tutti i giorni. Ed è proprioi n questo contesto che il progetto FilieraCanapa si sta diffondendo ed ha messo le radici anche nel territorio comunale di Cascina.

La canapa Sativa seminata nel mese di aprile in tre diverse zone del territorio cascinese sta crescendo rigogliosa e presto potrà essere utilizzata per gli scopi concordati nell'ambito del progetto portato avanti dal circolo Legambiente Valdinievole con l'obiettivo di ricreare una filiera toscana della canapa.

A vederla, sembra una distesa verde senza fine. È rigogliosa. E alimenta le speranze che il progetto possa dare i frutti che gli organizzatori dell’iniziativa, si sono imposti.

FilieraCanapaToscana è un'iniziativa pilota promossa, ormai da alcuni anni, da Legambiente con un gruppi di agricolotri di varie zone della Toscana, con l'associazione Chimica Verde, col Consorzio Strizzaisemi di Santa Luce e col Gas - il gruppo di acquisto solidale - di Pescia "Il chicco di grano".

Tra marzo e aprile sono stati seminati alcuni ettari di canapa da seme delle varietà Fedora, Felina e Futura.

Dal seme trebbiato verrano ricavati tre prodotti di alto valore nutrizionale e salutistico: olio di canapa, farina con cui si fanno paste, pizza, gelati o pane.

I coltivatori che aderiscono alla filiera sono circa dieci, alcuni della provincia di Pisa.

Finora non è stata indicata l'esatta ubicazione dei terreni destinati a questa coltivazione per evitare usi impropri delle foglie che comunque non hanno potere allucinogeno: tra l'altro se qualcuno dovesse andare a raccogliere le foglie per fumarle non otterrebbe alcun effetto, se non quello di rovinare le piante stesse.

«La canapa - ha spiegato il coordinatore del progetto Maurizio Del Ministro quando l'iniziativa è partita nella nostra zona - non è un prodotto semplice da coltivare, è vero che ha uno sviluppo vegetativo e radicale molto veloce, ma necessita di terreni che drenano bene le acque in quanto soffre moltissimo gli eccessi idrici nel terreno nelle prime fasi di sviluppo. Abbiamo visto anche che è necessario avere a disposizione ottime macchine per la semina e soprattutto per la trebbiatura. Le difficoltà ci sono, ma è anche una pianta straordinaria che migliora i terreni dove viene coltivata e della quale si possono usare tutto lo stelo e i semi per produrre cose davvero straordinarie».

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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