Caldo a scuola: «Faremo gli interventi ma le temperature non sono così alte»
Il sindaco ha inviato tecnici alla scuola media di Lavoria e sostiene che lo strumento usato dalla prof non è adeguato
CRESPINA LORENZANA. Il sindaco di Crespina Lorenzana, Thomas D’Addona, replica alle proteste dei genitori che hanno organizzato una manifestazione davanti alla scuola media di Lavoria con ombrelloni, ghiaccioli e ventilatori per richiamare l’attenzione sul caldo eccessivo che entra nelle aule. La media, si sa, è stata traslocata in un capannone della zona industriale di Lavoria dopo che l’edificio di Crespina è stato dichiarato inagibile per problemi di stabilità. I genitori da mesi, già dal settembre scorso, hanno fatto presente al Comune che nelle aule entra troppa luce, a causa delle finestre ampie del capannone costruito per diventare un centro commerciale e non una scuola, e che le temperature percepite sono causa di stanchezza e malesseri tra i ragazzi.
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Tra la dirigente scolastica, Daniela Pampaloni, e l’ufficio scuola del Comune c’è stato un ampio carteggio per sollecitare interventi volti a ridurre le temperature. Il caldo degli ultimi giorni ha fatto degenerare la situazione. Gli alunni insieme ad una insegnante hanno misurato la temperatura nelle aule, che in alcuni giorni è arrivata (le tabelle delle misurazioni sono state subito trasmesse al Comune) anche a 39 gradi. Misurazioni che il sindaco smentisce e ritiene «che siano state fatte con un termometro non adatto allo scopo – dice D’Addona – o che non era ben tarato».
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Dopo la protesta dell’altra mattinai tecnici inviati dal sindaco hanno rilevato temperature tra i 29 e i 30 gradi. Le stesse misurazioni sono state fatte anche alle elementari. «Nelle aule c’è caldo e nessuno lo nega – dice il sindaco – ma non si arriva ai 39 gradi di cui parlano i genitori e che sono stati rilevati dalla professoressa insieme ai bambini. Noi comunque abbiamo seguito le indicazioni che sono arrivate dalla scuola e abbiamo deciso che per settembre saranno installate tende veneziane all’esterno e i ventilatori all’interno delle aule».
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