Uno dei titolari della Mansider: "Ci vogliono intimidire, diamo fastidio a qualcuno"
La denuncia di Paolo Boschi: "Abbiamo cominciato da pochi mesi la raccolta di pneumatici usati". Scatta il divieto di raccogliere verdure a foglia larga a Latignano e Marciana
PONTEDERA. «E' un atto intimidatorio. Questa è la realtà: forse diamo noia a qualcuno. L'incendio è doloso, è stato appiccato in più punti e le telecamere della sicurezza interna hanno ripreso due uomini incappucciati che si allontanano dall'azienda tra le 22.30 e le 23 di mercoledì 27 maggio. Le immagini sono state acquisite dai carabinieri che stanno svolgendo le indagini». Paolo Boschi, uno dei soci di Mansider, rimasto per tutta la notte a seguire il lavoro dei vigili del fuoco, prende atto del disastro provocato dai piromani.
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Denuncia che l'azienda è stata bersaglio di un atto doloso, di natura intimidatoria. «Abbiamo iniziato la raccolta di pneumatici usati e fuori uso da pochi mesi, da febbraio per l'esattezza – racconta – Il nostro è un servizio puntuale e ci siamo resi conto che i gommisti della zona lo hanno apprezzato. In poco tempo l'attività è cresciuta. Forse proprio per questo ci hanno colpito, in provincia siamo tra le prime aziende a svolgere questo servizio e credo, questo ci viene da pensare, che abbiano voluto fermarci. Passata l'emergenza valuteremo se riprendere o meno la raccolta o se abbandonare questo tipo di attività. Abbiamo paura che i piromani possano tornare a colpire, è evidente che siamo preoccupati. La nostra è un'azienda che dà lavoro a una ventina di persone, dobbiamo fare in fretta per ripartire e al tempo stesso garantire occupazione. Incendi come questo non possono non farci riflettere».
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Boschi spiega che al momento non è ancora possibile fare un calcolo esatto dei danni. Fino a quando le operazioni di spegnimento e di smaltimento dei pneumatici non saranno finite la situazione non potrà definirsi. «Vedendo le immagini e le conseguenze - aggiunge - non possiamo fare a meno di pensare al fatto che qualcuno ha voluto colpirci. In tanti anni che lavoriamo in questo settore non avevamo mai subito niente del genere». Nell'immediatezza del rogo a Gello di Pontedera sono arrivati, oltre ai vigili del fuoco, anche Usl e Arpat. C'era una grande preoccupazione dal punto di vista dell'inquinamento, considerate le sostanze tossiche che vengono sprigionate dalle gomme quando bruciano.
«Il fumo nella notte è esalato - aggiunge Boschi, parlando a nome personale e dell'azienda - da questo punto di vista la situazione è tornata sotto controllo. Voglio ringraziare pubblicamente, oltre ai vigili del fuoco intervenuti in maniera tempestiva e con professionalità, carabinieri, Asl, Arpat, il personale dell'ambulanza, i nostri operai e quanti hanno dato una mano per affrontare l'emergenza. Grazie anche al sindaco Millozzi e all'assessore Franconi rimasti insieme a noi per tutta la notte, fino a quando le fiamme non sono state sotto controllo. Il nostro obiettivo è quello di riprendere a lavorare il prima possibile».
È questa anche la migliore risposta possibile a chi ha tentato di mettere in ginocchio l'azienda che è una delle più importanti della zona industriale di Gello, dove c’è un vero e proprio polo del riciclo.Molte le testimonianze di solidarietà e vicinanza ricevute in queste ore dai soci della Mansider, sia nelle fasi immediate del rogo che una volta che sono iniziate le operazioni di smussamento e ha cominciato a diffondersi la notizia del raid incendiario commesso da qualcuno che voleva fermare la nuova attività di Mansider.
Intanto il 29 maggio il sindaco di Cascina, Alessio Antonelli, ha ordinato il divieto di raccolta delle verdure a foglia larga (come bietola, cavolo, spinaci,...) nelle zone di Latignano e Marciana. Vietato anche il pascolo degli animali. Il provvedimento è stato adottato a seguito dell'incendio che ha interessato l'azienda Mansider in località Gello di Pontedera, nella notte tra mercoledì 27 maggio e giovedì 28 maggio scorsi.
Dalla tipologia del materiale combusto, valutato congiuntamente da Arpat e da altre istituzioni, è emersa la presenza nei gas di combustione di sostanze volatili inquinanti. Dalle valutazioni effettuate è emerso che nel Comune di Cascina, la massima esposizione alle sostanze chimiche sprigionatasi dall’incendio si sia verificata nelle zone di Latignano e Marciana.
I divieti di raccolta e di pascolo sono stati adottati in via cautelativa e sono temporanei. Dureranno fino alla disponibilità delle analisi chimiche in corso, dopo che a Latignano Asl e Arpat hanno effettuato un campionamento di verdura a foglia larga di cui si attendono i risultati a breve.
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