Fumetti viventi per passione, i volterrani si raccontano
Volterra: migliaia di persone alla due giorni dedicata al mondo del Mistery e Fantasy. Ecco chi sono i protagonisti nei panni dei loro alter ego
VOLTERRA. Occhi gialli, nove code. L’ alter ego della salinese Serena Vallini si chiama Ahari. Quelli dei fratelli volterrani Spallino, Manuel e Francesca, invece sono il primo un generale uscito dall’esercito e diventato mercenario, la seconda una cacciatrice di taglie. Sono solo alcuni dei fumettoni giganti “local” che accendono i vicoli volterrani all’interno della due giorni Mistery and Fantasy. Piazza dei Priori è piena di cosplay. «Fin da bambina amavo i fumetti, li disegnavo: il costume l’ho fatto con le mie mani», dice con orgoglio la studentessa di Saline.
E pure i fratelli Spallino sono artigiani dei loro costumi. Manuel racconta il suo genere steampunk. «È un filone della narrativa fantastica fantascientifica che introduce personaggi piombati dal futuro con la loro tecnologia anacronistica all'interno di un'ambientazione storica, spesso dell'ottocento e in particolare la Londra vittoriana dei libri di Conan Doyle e George Wells . Io impersono la figura del generale uscito dall'esercito e diventato un mercenario. Il costume l'ho costruito io, compreso questo braccio meccanico, che sostituisce l'arto vero perso in battaglia». Continua la sorella Francesca: «Come mio fratello, sono una mercenaria, cacciatorrice di taglie. Facciamo questo solo per puro divertimento. Abbiamo entrambi un lavoro, lui tecnico di radiologia io infermiera, non ci consideriamo bambini, ma persone adulte che vogliono solo divertirsi». Divertimento allo stato puro in piazza dei Priori che si trasforma in una sorta di video game, tra personaggi del Signore degli Anelli, Guerre Stellari, Manga e fumetti. C’è anche chi, questa vita da cosplayer, vuole trasformarla in un lavoro.
«Alterno io, un po’ Wonder Woman e un po’ Jessica Rabbit, e dopo sarà Lara Croft», ecco Lucrezia Crisci, una sorta di regina, ospite appunto, di questa edizione della kermesse. «Spesso sono ospite e madrina, spero in un futuro di trasformare questa passione in un lavoro, con i 30 personaggi che interpreto». Alla sera le premiazioni. «I veri vincitori - chiudono gli organizzatori Giovanni Toce e Alessio Gazzarri - sono stati la Lesha, tutti i volontari che si sono prodigati in questi giorni, le istituzioni e il pubblico».
Leonardo Dell’Aiuto
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