Il Tirreno

Pontedera

IL CONTROSENSO

Due gradini tengono lontana Fiorella dall’amore per il calcio

Dopo i lavori di ammodernamento il circolo che frequenta nel suo paese ha eliminato la pedana che le permette di raggiungere la sala tv

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LAJATICO. Non grida “vergogna” per ciò che le è successo, ma con un filo di voce, spezzato da un nodo alla gola che nei giorni scorsi, lo confessa lei stessa, si è trasformato più volte in pianto, si chiede: «Ma com’è possibile?». Due scalini. Tanto è bastato per trasformare un sorriso in una lacrima. La storia di Fiorella Giorgi, 68enne di Lajatico, poliomielitica costretta da 6 anni su una carrozzina elettrica, a primo impatto fa addirittura sorridere. Non perché ci sia un aspetto comico. Anzi: lascia increduli. Viene da chiedersi: « Ma è successo davvero?». Il racconto non lascia scampo a equivoci. «Passo gran parte delle mie giornate al circolo Arci. Amo il calcio, guardo le partite al bar. Osservo gli altri giocare a carte. Ora non posso più farlo. All’ingresso della stanza hanno tolto la pedana che mi permetteva di salire con la carrozzina e sembra che non abbiano intenzione di rimetterla». Fiorella non può più entrare nel salone. «Tira l’asso» o «Dammi briscola» sono frasi che sente solo dall’esterno del locale. Lontane. Non lontanissime. Perché sarebbe sufficiente superare quei 2 scalini per tornare a commentare la serie A e osservare le carte che strusciano sui tavoli. Il circolo Arci di Lajatico circa due settimane fa ha dato il via ad alcuni piccoli interventi di manutenzione dello stabile, tra cui la verniciatura di alcune pareti, e ha tolto la pedana per le carrozzine dei disabili. Un semplice “disagio” se si fosse trattato di poco tempo, ma da qualche giorno i lavori sono terminati e Fiorella è sempre fuori dal circolo che aspetta. «Ho parlato col presidente del circolo – racconta - e ha preso tempo, senza darmi precise rassicuranti. Gira una voce in paese: qualcuno sostiene che la pedana non verrà più rimessa. Spero che non sia vero». Come faccia Fiorella a mantenere la calma mentre prosegue nel racconto lo sa soltanto lei. Poi però il motivo viene fuori a colpi di silenzi improvvisi che bloccano le parole. Non c’è spazio per la rabbia nel cuore della donna, occupato in ogni angolo da un profondo dispiacere. «Ci sono rimasta male. Non me lo sarei mai aspettato. Ancche i miei compaesani credono che sia assurdo quello che mi sta accadendo. Le gambe 6 anni fa hanno iniziato a gonfiarsi, prima camminavo con le stampelle, poi ho dovuto ricorrere alla carrozzina elettrica. Con l’inizio della bella stagione esco tutto il giorno: cosa sto a fare in casa?». Si accavallano le voci intorno a Fiorella. «Signora, mi sente?». «Si si – risponde – sono con i miei amici. Non posso più entrare nella stanza del circolo, ma esco lo stesso e sto nella piazza del paese a fare due chiacchiere». Non ha perso la speranza Fiorella: aspetta quella pedana di legno per superare due gradini.

Tommaso Silvi

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