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Indizi importanti trovati sul posto del raid all’oleodotto
vigili del fuoco e l’azienda incaricata da Eni hanno terminato il lavoro di bonifica intorno all'oleodotto che collega il deposito di Livorno con Calenzano e ora esaminano i reperti lasciati dagli autori del furto
SAN MINIATO. I vigili del fuoco e l’azienda incaricata da Eni hanno terminato il lavoro di bonifica intorno all'oleodotto che collega il deposito di Livorno con Calenzano, nel tratto di San Miniato preso di mira dai ladri la mattina del 21 maggio. La fuoriuscita di benzina ha creato una vera e propria pozza di carburante di circa 400 metri quadrati, un grande quantitativo, che ha reso necessario l'interruzione della linea ferroviaria. La zona era stata interdetta a chiunque per un raggio di circa 600 metri quadrati fino a quando non è stata messa in sicurezza e l’oleodotto ha ripreso a funzionare regolarmente.
I carabinieri di San Miniato, che hanno sequestrato gli attrezzi abbandonati dai ladri nel punto dove l’oleodotto è stato bucato, sono al lavoro per cercare di risalire agli autori del furto. La compagnia di San Miniato dei carabinieri ha spiegato che ancora non si conosce l’esatto quantitativo di benzina fuoriuscito. Ma certamente si è trattato di un grave danno dal punto di vista ambientale, il reato più grave in tutta questa vicenda.
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Se il colpo fosse riuscito i “vampiri” di benzina avrebbero praticato un buco nelle condutture per poi installare un rubinetto e tornare in più volte a prelevare il carburante. Appena hanno aperto il buco però non sono più riusciti a contenere la perdita di carburante e hanno dovuto abbandonare il loro piano. Da quando la manomissione è stata segnalata a Livorno a quando è stato individuato il punto esatto che era stato danneggiato sono passati diversi minuti e questo ha amplificato la portata del problema. I militari hanno analizzato i materiali sequestrati e stanno cercando di risalire al negozio dove sono stati acquistati gli alimenti le cui confezioni sono state trovate vicino all’oleodotto.(s.c.)
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