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Presidio subito davanti all’azienda
La decisione è stata presa dai lavoratori al termine dell’assemblea di ieri: decisi i turni di presenza
SALINE DI VOLTERRA. Comincia la lotta dura alla Smith Bits, proprio nel giorno in cui era previsto il primo incontro a Roma del tavolo nazionale sulla vertenza che rischia di far perdere il posto a 193 lavoratori. Da oggi, infatti, prende vita il presidio davanti ai cancelli della fabbrica di Saline di Volterra, con quattro o cinque operai del turno smontante che, dopo la giornata al lavoro di otto ore ne passeranno altre quattro sotto la tenda della Protezione civile. E di notte altri dipendenti dell’azienda di scalpelli per le perforazioni petrolifere a dormire insieme in modo da non lasciare mai sguarnito lo stabilimento. Una presenza simbolica, per ora, che potrebbe diventare anche più radicale a seconda di come andrà l’incontro a Roma tra l’amministratore delegato, Giuseppe Muzzi, le istituzioni e il sindacato.
La decisione in assemblea. L’inizio del presidio vero e proprio è stata presa durante l’assemblea di ieri a cui hanno partecipato i lavoratori, le Rsu, i segretario provinciali di Fiom Cgil e Fim Cisl, Marcello Franchi e Claudio Garzotto e quello regionale della Fiom, Massimo Braccini. Un paio d’ore di discussione senza troppe posizioni diverse da quella emersa alla fine. D’altra parte la tensione dei dipendenti dell’azienda era salita alle stelle venerdì, nel giorno in cui Muzzi aveva rifiutato l’invito del ministero dello sviluppo economico (Mise) e della Regione Toscana di presentarsi a Roma proprio quest’oggi. Da lì alla decisione di presidiare lo stabilimento il passo è stato breve. Per adesso sarà una presenza soft. «Ma è solo l’inizio – prometto Garzotto – perché dobbiamo metterci in testa l’obiettivo di questa vicenda, far cambiare strada all’azienda che finora ha trattato malissimo i suoi dipendenti e l’intera Valdicecina». Per Franchi «la piega che potrebbe prendere questa situazione dipenderà da come andrà l'incontro a Roma».
Eventuale blocco. Già, perché se l’azienda dovesse continuare l’atteggiamento di chiusura è facile immaginare la risposta che i lavoratori daranno. Blocco della fabbrica e sciopero permanente è un’ipotesi per niente campata in aria. Diversamente, è altrettanto facile immaginare la virata verso un clima più tranquillo. «Fino a questo momento i lavoratori si sono battuti con onore e grande senso di responsabilità – sottolinea Braccini – Ma una situazione così può diventare insostenibile e allora la risposta potrebbe diventare davvero dura. Le istituzioni sono al nostro fianco, ma il Governo deve muoversi con più fermezza nei confronti di multinazionali come Smith che non investono e poi decidono di andarsene per puro calcolo finanziario e non per situazioni produttive».Per sostenere la lotta delle tute blu, alcuni supermercati della zona hanno già dato disponibilità a fornire genere alimentari. E' anche stata aperta una sottoscrizione per dare una mano nell'acquisto di cibo e tutto quanto sarà necessario per rendere meno dura la permanenza davanti a allo stabilimento di scalpelli per le perforazioni petrolifere.
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