Il Tirreno

Pontedera

NEANCHE L’ARRIVO DI IKEA HA EVITATO IL CRAC

di GIOVANNI PARLATO

di GIOVANNI PARLATO Neanche la vendita dei terreni al colosso Ikea per oltre 22 milioni di euro ha salvato la Sviluppo Navicelli dal crac finanziario. Fu un’operazione che sollevò una violenta...

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di GIOVANNI PARLATO

Neanche la vendita dei terreni al colosso Ikea per oltre 22 milioni di euro ha salvato la Sviluppo Navicelli dal crac finanziario. Fu un’operazione che sollevò una violenta polemica a seguito di una variante urbanistica che trasformava quel terreno in area commerciale.

Una parte era stata comprata in tempi precedenti da Sviluppo Navicelli che l’aveva acquisita dal Comune di Pisa a un prezzo tra 50 e 59 euro al metro quadro. Poi la società la rivendette a Ikea per oltre 200 euro al metro quadro. Operazione che risale a settembre 2012 (l’atto di compravendita dal notaio) e che portò nelle casse della società 18 milioni di liquidità. Quella che allora sembrava una cascata di soldi dove poter sguazzare (e su cui ha indagato la procura presso Corte dei Conti) in realtà non copriva una situazione debitoria già molto critica.

Per capire uno sbilancio finanziario che ha portato al fallimento, bisogna fare un passo indietro. La Sviluppo Navicelli nasce nel 2005 in un periodo d’oro per la nautica. In tempi rapidi la società compra gran parte dei terreni dove, più o meno, si trova adesso Ikea e che arrivano fino quasi a Tombolo: un totale di 460.000 metri quadrati.

Quest’area diventa centro di interesse per i cantieri navali: il canale dei Navicelli è una via d’acqua importante che conduce al porto di Livorno. La Sviluppo Navicelli investe milioni di euro nell’acquisto di terreni, ma anche in opere. Bonifica le aree e poi realizza il consolidamento, costruisce una Darsena, va avanti con le opere di urbanizzazione.

In mezzo a questo fiume di denaro in uscita arriva la crisi della nautica che si fa sempre più profonda e lunga nel tempo. Chi aveva versato un cospicuo acconto continua a scommettere sull’area, chi invece può tirarsi indietro lo fa. I programmi (e anche le manifestazioni d’interesse) prevedevano cinque grandi cantieri e una decina più piccoli. Tre sono le grandi società che s’installano: Codecasa, Overmarine e Seven Stars.

Le vendite dei terreni si arenano e i debiti restano nella pancia della società. È un periodo molto difficile fino a quando si fa avanti la grande distribuzione del gruppo Panorama che poi fa marcia indietro.

È a quel punto che Ikea entra in scena. È l’occasione giusta, arrivano in cassa molti soldi, ma in un contesto finanziario assai difficile. E soprattutto, dopo la vendita agli svedesi, la crisi internazionale e della cantieristica in particolare non molla la presa.

Sviluppo Navicelli non è più riuscita a vendere terreni, né quelli destinati alla nautica, né quelli per il commerciale, terreni di valore tale da allontanare lo spettro del fallimento divenuto oggi realtà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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