Il Tirreno

Pontedera

Addio alla laurea e al basket, il futuro è nello street food

di Giacomo Pelfer
L'Ape piaggio ribattezza "Panzero"
◗
L'Ape piaggio ribattezza "Panzero"

Due amici venticinquenni di Santa Croce lanciano il “Panzero”, l’Ape che porta nelle piazze paste fritte biologiche con le bontà toscane

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE SULL’ARNO. Non è il classico ciaccino ma neppure un panzerotto. È una pasta fritta, quella sì, ma realizzata con due farine biologiche, l’uso di lievito madre e l’aggiunta del germoglio di grano, per un risultato delicato al palato, più leggero, salutare e soprattutto più digeribile, da farcire poi in versione dolce o salata con prodotti rigorosamente biologici e al cento per cento toscani. Ecco a voi il “Panzero”, l’invenzione gourmet di due ragazzi di Santa Croce. Due venticinquenni, amici fin dalla nascita, che hanno deciso di inventarsi un lavoro nel mercato del cibo da strada con un prodotto assolutamente nuovo.

Si tratta di Francesco Strozzalupi e Alberto Martini, il primo con un curriculum nel basket professionistico e un attestato alberghiero, il secondo con una laurea di cinque anni conseguita a Londra. Entrambi con la passione per la cucina, dallo scorso giovedì hanno esordito a bordo di un elegante Ape Piaggio portando in piazza il “Panzero”, per la prima volta, allo “Streetfood Village” di Castiglion Fiorentino. «L’idea è nata viaggiando all’estero – ci racconta Francesco –. Girando per l’Europa ci siamo resi conto di come la moda dello street food stia rapidamente crescendo. Allora ci siamo detti: perché non provare? Non volevamo, però, andare in giro con il classico furgone della porchetta e del lampredotto, ma presentarci sul mercato con un prodotto nostro».

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.11361817:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/05/05/news/quando-il-lavoro-e-una-sfida-dieci-storie-di-giovani-1.11361817]]

Da qui le prime prove, mesi di esperimenti alla ricerca del giusto impasto. «Un impasto biologico – spiega Alberto – realizzato solo con prodotti naturali, che fosse meno pesante e più digeribile». Alla base la filosofia del mangiar sano e di qualità, con l’uso esclusivo di ingredienti prodotti da aziende toscane, scelte anche in base alle tecniche di lavorazione. A cominciare dalla farina, fornita dall’azienda agricola “Il Cerreto” di Pomarance. E lo stesso vale per i salumi, i formaggi e le salse con le quali è possibile riempire a piacimento il proprio “Panzero”. I salumi, infatti, sono firmati dai fratelli Anzuini di Larciano, mentre i formaggi arrivano dal caseificio artigianale “Il Palagiaccio” di Scarperia.

E ancora le salse, fornite dall’azienda Antico Colle Fiorito di Lamporecchio. Guai, però, ad accompagnare il “Panzero” con una bibita o una birra qualunque: sull’Ape di Francesco e Alberto trovano posto solo le birre del birrificio Brunz di Vinci, insieme all’unica spuma artigianale prodotta nella nostra regione, la Queen-Papini di San Quirico d’Orcia. Fra tanti prodotti toscani, l’unica eccezione resta la Nutella: «Le abbiamo provate tutte – dice Alberto – ma non abbiamo trovato niente in grado di sostituirla».

Adesso, dopo l’esordio per il ponte del primo maggio, il “Panzero” farà tappa il 15, 16 e 17 maggio allo “Streeat Food Truck Festival” di Sarzana. «Fino a settembre gireremo tra le feste del centro e del nord Italia – spiega Francesco –. Poi, se le cose andranno come speriamo, puntiamo ad aprire un punto vendita stabile verso Firenze».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web